"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

martedì 28 ottobre 2014

La famiglia è la mia forza

Se c'è una cosa nella vita su cui non ho mai vacillato e ripeto MAI vacillato, è proprio la mia famiglia. Qualsiasi cosa sarebbe accaduta, sapevo che potevo contare sulla mia famiglia e infatti è sempre stato così.
Questo implica non solo pregi, ma anche difetti, ma la cosa bella è non mi sono mai sentita sola (anche quando avrei voluto sentirmici un po'!), mi sono sempre sentita forte, più forte degli altri.

Sono normali e vengono dati quasi per scontati, l'affetto e la presenza nella propria vita dei genitori e dei fratelli, questo è ovvio (è ovvio, giusto?), quando a questo poi si somma altrettanto da parte di cugini, zii e affini, allora si forma una rete in cui sei invischiato e lo sarai per sempre, non c'è via di scampo!

Tutto questo lo si comincia a creare da quando si è piccoli, piccolissimi: di aneddoti con le mie zie, da raccontare, ne avrei a centinaia, così come di marachelle con i miei cugini coetanei, o di confessioni fatte ai miei cugini più grandi.
Sono nata, cresciuta e sopravvissuta a tutta una serie di incontri di famiglia, a cene, a feste di compleanno, ad andate a scuola accompagnata da zio, a tavolate infinite, a favole ascoltate sul divano di nonna, a chiasso e schiamazzi dei miei giochi con i cugini.

E sono felice di poter dire che anche i miei figli stanno trovando altrettanto e gli piace un sacco.

Siamo reduci di un incontro globale della famiglia, avvenuto nell'unica casa che riesce a contenerci tutti, la stessa casa in cui ho festeggiato comunione, 18 anni, matrimonio, primo compleanno di Miriam e varie ed eventuali.
Quella stessa casa che ho visto crescere insieme a me, mattone sopra mattone.
Abbiamo festeggiato un importante compleanno, molto importante!
E' stata una giornata fantastica, piena di belle cose, di quelle giornate che ti ricaricano per mesi!

E mi appaga moltissimo vedere che su quel prato, in quelle stanze, corrono e giocano felici ora i nostri bambini, la "terza generazione".


esattamente come facevamo noi poco meno di una trentina d'anni fa, vanno alla scoperta della natura, a caccia di insetti...


e scoprono la bellezza della famiglia, dello stare insieme e del condividere quello che è più caro al mondo.
E si ruzzola, si corre e si tira una palla su e giù per questa discesa, senza sosta, senza stanchezza, ma con tanta gioia e altrettanto fiatone


Qui si raccolgono le mele e le si mangia senza neanche lavarle: "Mamma, ma è più buona!"


Su questa collina scoprono i colori del cielo, le sfumature delle montagne all'orizzonte e l'aria fresca e profumata



come si fa a non amare tutto questo?
Io lo adoro. 

lunedì 27 ottobre 2014

La colazione del weekend: pancake

Durante la settimana, la colazione viene fatta con cose che non richiedono una mia elaborazione: di prima mattina non sono molto operativa, a malapena riesco a mettere su il bollitore per il tè, quindi, regolatevi di conseguenza.
Meno che mai mi viene di impiastricciare con ciotole, fruste e padelle... preferisco dormire quel quarto d'ora di più (Massimo permettendo!).

Quindi il finesettimana, sarà che ci alziamo con tutta calma dopo aver intrapreso una bella lotta sul lettone, sarà che magari abbiamo la mattinata libera, spesso mi dedico a delle belle colazioni.
E c'è anche un secondo fine, in tutto questo: se la colazione è buona e abbondante, il pranzo può aspettare anche quell'oretta di più, quindi unisco entrambe le cose, mica male, soprattutto se poi dobbiamo uscire, tanto meglio, no?

In genere, il piatto forte della colazione del weekend sono i french toast, che ormai sono stra-collaudati, ma sono anche fin troppo calorici, stavolta mi sono lanciata nella preparazione dei pancake, quelli classici.

Dopo aver avuto una bella illuminazione in merito online con le mie amiche di facebook (grazie Francesca!), sono arrivata alla conclusione che la ricetta da utilizzare sarebbe stata questa:


con l'unica variante sul lievito, che ho sostituito con il bicarbonato.
Ho poi attuato la tecnica di Lucia, per facilitarmi il compito per l'indomani, sarebbe stato quello di unire tutti gli ingredienti secchi insieme, già dosati, la sera prima e di conservarli in un barattolo ben pulito, in modo che poi il tempo di preparazione diminuisce notevolmente e non si deve stare a pesare un bel niente!


Le aspettative erano alte, altissime...
all'apparenza, mi sembravano esser venuti stra bene.
Quando sono andata ad assaggiare, li ho trovati un po' insapore, o meglio, non sapevano proprio di nulla.
Mi dicono che i pancake sono più o meno così, non devono essere dolcissimi o avere sapori particolari, è il condimento che fa la differenza (marmellata, nutella, panna, sciroppo d'acero, frutta fresca, ecc...).



La prossima volta, come mi ha suggerito Silvia, aggiungerò all'impasto anche noce moscata e cannella e poi, voglio vedere che succede!
Non mi arrendo!



Mi piacciono queste colazioni del weekend!

venerdì 24 ottobre 2014

Festa di compleanno: Apple Jack Party

Miriam e la sua passione per i cavalli continua e si intensifica.
Abbiamo festeggiato anche quest'anno il suo compleanno immersi nei colori dei cavallini della serie My Little Pony, stavolta è toccato ad Apple Jack e alle sue adorate mele.

Il pony tutto arancio, ha ispirato la nostra fatina delle feste Francesca realizzando tutto l'allestimento sui colori arancio, verde e rosso, con banner spettacolare e luminosissimo, bandierine, palloncini a pois, alzatine verdi e, tocco meraviglioso, una distesa di cestini con mele rosse e lucenti!
Al solito, ha riscosso notevole successo, soprattutto quando la festeggiata ha visto tutto quanto.



Immancabili in questo scenario: una bella torta di mele, fagottini ripieni di mele... ma anche crostata di nutella (dovevamo accontentare anche i più golosi, no?), bon bon di mascarpone e confettini verdi, pizzette e tramezzini a volontà.




Miriam ha invitato soltanto un gruppetto di amiche selezionatissime. E questo ci ha aiutato tanto anche per saldare i rapporti con le nuove amiche della prima elementare.





In tutto questo, i bimbi sono stati intrattenuti con giochi a tema:

  • attacca la coda ad Apple Jack
  • disegni con tante mele colorati
ma anche un intrattenimento che ha riscosso notevole successo: disegnarsi la propria magliettina ricordo.
Ho trovato dei pennarelli per stoffa, ho preso delle canottiere bianche e i bimbi sono stati tutti presi a colorare e decorare la propria maglia per poi portarsela a casa come ricordo del pomeriggio.



Una bella e colorata festa.

E per torta: una bella torta nuvola con farcitura in crema del mascarpone, ricoperta con crema sempre di mascarpone spolverata con farina di cocco colorata, qualche caramella e un recinto fatto di barrette kinder... e ovviamente, al centro, una bellissima Apple Jack


E ancora... tanti auguri Miriam!!!!

Potrebbero interessarti le feste a tema My Little Pony:
Altre feste di compleanno a tema per bambini:

mercoledì 22 ottobre 2014

Collage tridimensionale: il bosco

Ricomincia la stagione dei lavoretti, quella dei pomeriggi in casa, in cui bisogna inventarsene qualcuna.
Ci stiamo evolvendo con i collage, che sono da sempre la passione dei miei bimbi, siamo approdati alla frontiera dei collage tridimensionali, molto più soddisfacenti e scenari di mille storie colorate e divertenti.

Come fare un collage tridimensionale
Innanzitutto, bisogna decidere cosa si vuole ricreare: l'ambiente di una casa, un paesello, la scena di una favola... noi abbiamo scelto il bosco.

Occorrente: bisognerebbe avere a disposizione del cartoncino un po' spesso, proprio per riuscire a far stare in piedi le nostre creazioni. Esistono dei kit già preparati per realizzare un collage tridimensionale e infatti noi abbiamo utilizzato questi, per comodità e per velocità.
Poi serve, ovviamente, della colla e tutto il materiale che ci viene in mente di utilizzare: pezzetti di stoffa, piccoli oggetti, pasta, legumi, eccetera... tutto quello che la nostra fantasia ci suggerisce, va benissimo!

Si comincia col ritagliare le sagome degli oggetti che vogliamo siano protagonisti del nostro collage, nel nostro caso: abeti e animali vari
Mi raccomando a non tralasciare la parte della base di appoggio dei soggetti.


Poi si prende un cartoncino che deve fare da piano di appoggio, lo si colora eventualmente e si cominciano ad incollare sopra le sagome precedentemente ritagliate


Poi è la volta dello sfondo: per questo, serve un altro cartoncino (bianco o colorato, dipende da cosa si vuole rappresentare), noi abbiamo deciso di mettere il cielo stellato come sfondo, aggiungendoci degli occhietti, perchè rappresentano gli sguardi degli animaletti del bosco nascosti tra i cespugli.
Basta poi incollare o "scotchare" il cartoncino dello sfondo su quello del piano, e il gioco è fatto...


A questo punto, comincia il gioco... e il nostro bosco si è animato, come per magia!

lunedì 20 ottobre 2014

Una buona pratica antitumorale: il tè verde

Non sapevo che bere una tazza di tè verde, una delle pratiche che più adoro quando comincia l'autunno (ovvero con i primi frescolini,che ancora tardano a farsi sentire), si può considerare una valida pratica antitumorale.
Sono andata ad approfondire la cosa, sul sito dell'AIRC ed effettivamente, l'alta concentrazione di polifenoli, sostanza contenuta non solo nel tè verde, ma anche nel cioccolato fondente e nel vino rosso, aiutano a bloccare la crescita delle cellule tumorali, ma non solo, hanno effetti benefici a livello cardiovascolare

I polifenoli sono degli antiossidanti naturali e sono di fondamentale importanza nella dieta di tutti noi.

nella dieta anticancro la bevanda scelta deve essere il tè verde, dal gusto delicato e profumato. Il tè verde contiene un tipo particolare di polifenoli, chiamati catechine: in genere i tè verdi giapponesi contengono quantità di catechine più elevate di quelli cinesi. Importante è anche il tempo di infusione. Dopo cinque minuti è presente nell'acqua solo il 20 per cento della quantità di sostanza attiva che si ottiene con otto-dieci minuti di attesa.

Amo il tè verde puro, senza neanche l'aggiunta dello zucchero.
Per chi, invece non ama questo gusto intenso, potrei suggerire di aggiungere un filo di miele, che addolcisce il tutto e rende la bevanda più gradevole




D'altra parte, lo dicevo tempo fa che con una tazza di tè si riescono a risolvere tanti problemi... o no?

Tutto questo, per comunicarvi che domenica prossima 26 ottobre in centro a Milano, si terrà la "Pittarosso Pink Parade" una camminata di beneficienza non competitiva in collaborazione con Pittarosso e Pink is good, per continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e della diagnostica, soprattutto nei tumori femminili e per raccogliere fondi di necessaria importanza.
In questa circostanza saranno presenti anche le amiche di #NOTHINGSTOPSPINK, progetto che prevede l’allenamento di 10 donne operate di tumore al seno che correranno alla maratona di New York il prossimo 2 Novembre 2014.
Grandioso, no?!

Intanto, vado a farmi una tazza di tè.

domenica 19 ottobre 2014

Etichetta energetica: bisogna imparare a leggerla

Da profana, quando compro un elettrodomestico, vado a guardare esclusivamente la lettera che lo classifica e in genere punto a quella con la categoria massima A, doppia A, tripla A e chi più ne ha più ne metta.

Sbagliato.
Molto sbagliato.
Ringrazio Dyson per avermi spiegato come funzionano le cose, come vengono date queste categorizzazioni, come vengono regolamentate questo genere di cose, evidenziando le manchevolezze di chi considera esclusivamente la sola classe energetica.

Innanzitutto, dal 1° settembre scorso, anche gli aspirapolvere sono inclusi in questo genere di etichettatura, e ne erano fuori prima.
Impariamo a leggere l'etichetta energetica.


Informazioni utili per leggere l'etichetta energetica

Per gli aspirapolvere sono considerati, innanzitutto la potenza massima, che ora non deve superare i 1600 Watt, sia per impatto ambientale, sia per consumi e sia perchè una potenza superiore non è affatto sinonimo di efficienza e Dyson, che tale soglia non l'ha mai superata, ne è l'effettiva dimostrazione.

Al momento, i limiti di tale etichetta energetica sono diversi e di peso considerevole:

  • non c'è alcuna considerazione a livello di rumorosità
  • i test per determinare questi valori sono stati effettuati in condizioni ottimali: macchina vuota e pulita
  • la categoria dell'efficienza energetica, non significa necessariamente risparmio in termini di costo, per le aspirapolveri è stato dimostrato che dalla classe energetica più elevata A all'ultima, la G, lo scarto è di soli 9 euro l'anno
  • non vengono considerati i costi aggiuntivi per la manutenzione dell'apparecchio, gli eventuali sacchetti da cambiare, filtri
  • viene ignorato l'impatto ambientale che hanno i materiali di scarto dell'aspirapolvere (sacchetti e filtri di ricambio)
  • l'etichetta, in definitiva, non è una valutazione delle performance globali dell'apparecchio in condizioni reali.
Tu tutto questo Dyson è, al contrario, molto sensibile, progettando da sempre aspirapolvere che non hanno mai superato i 1600Watt di potenza, eliminando completamente i sacchetti da cambiare e i cui filtri si manutengono semplicemente con una banale pulizia, senza doverli cambiare periodicamente.

Una corretta manutenzione, un corretto utilizzo della macchina fa sì che duri parecchio nel tempo e con la stessa efficienza del primo giorno.
Sto testando l'apparecchio da qualche giorno, ma questo ve lo racconterò in seguito, lo sto mettendo a dura prova e... guarda caso, il nuovo Dyson è piombato in casa, proprio quando il sacchetto della vecchia aspirapolvere si è rimpito... 
Quando si dice: il destino, eh!?

Per ora, vi dico soltanto che sono a mia disposizione due coupon di sconto del 50% per l'acquisto di diversi modelli Dyson per i miei lettori:

  • DC52 Animal Turbine (prezzo al pubblico €649)
  • DC52 Allergy Care (prezzo al pubblico €599)
  • DC52 Multifloor (prezzo al pubblico €549)
  • DC63 Allergy (prezzo al pubblico €549)
  • DC42 Allergy (prezzo al pubblico €609)
  • DC43H Mattress (prezzo al pubblico €259,00)
per usufruirne, scrivetemi! (micaela_l77@yahoo.it)

venerdì 17 ottobre 2014

Annoiarsi con un bambino piccolo in casa

Ci sono periodi in cui mi sono sentita una mamma non adeguata.
Non attenta.
Non affettuosa.
Perchè mi annoiavo. Mi annoiavo terribilmente a dover avere a che fare con un bimbo piccolo. Non sto parlando di quando i miei bimbi erano neonati, in quel periodo la stanchezza e la gioia di averli tra le braccia, allattarli erano tali da non darmi il tempo di dire: "Uh, che pizza, mi annoio!"
Parlo di quel difficile e apparentemente LUNGHISSIMO periodo in cui loro avevano intorno i 9 mesi, fino a verso i 18.
Questo, a mio avviso, è il periodo più estenuante a livello di pazienza e più provante a livello fisico: il bimbo si muove, gattona e poi comincia a camminare, vuole toccare tutto, si arrampica, si infila qualsiasi cosa in bocca e non c'è modo di abbassare l'attenzione, perchè riescono a combinare pasticci a volte terribilmente pericolosi, quindi, volente o nolente, si deve stare completamente dedicati a loro.
C'è chi vive anche questo periodo come la più grande meraviglia del mondo, in cui ogni scoperta del bambino affascina, riempie di gioia e di orgoglio... ma io, dopo un po', mi annoiavo terribilmente.
La schiena me la sono spezzata a stare chinata e a parare i colpi e le capocciate a destra e a manca, la casa si trasformava man mano in base a dove il bimbo di turno arrivava a toccare e a procurarsi guai, quindi eravamo anche capaci di montare mensole attaccate al soffitto e a mettere tutto il materiale "pericoloso" per aria.
Con la testa ero invischiata nei miei: "Devo fare questo, devo fare quello, la lavatrice devo svuotarla, devo preparare la cena, ci sono da rifare i letti, devo andare in bagno... " e puntualmente, non riuscivo a fare nulla di quello che stava nella mia lista delle cose da fare mentale.
Nulla.
E da lì, la noia si trasformava in frustrazione.
In nervosismo.
In pratica, c'ero fisicamente, ma non c'ero con la voglia di esserci, avrei voluto fare altro...
picture credits: http://boredmommyblog.com/
Cosa si può fare per andare oltre a questo?
Serve pensare che passa, è un periodo transitorio, faticoso, estenuante, ma passa: arriverà il momento in cui i bambini cammineranno spediti sulle loro gambine senza dover franare rovinosamente a terra e arriverà il momento in cui non si appenderanno alla tovaglia con tutti i piatti sopra e arriverà il momento in cui non apriranno per forza tutti i cassetti di casa.
Finisce.

Cosa può aiutare? Semplice: non rimanere da sole! Vedere altre mamme, incontrare gente, stare sia in casa che fuori casa in compagnia, anche con altri bimbi. Magicamente, e lo dico sempre, avere un amichetto in casa spesso crea un nuovo equilibrio in cui tutti vanno d'accordo ed i capricci spariscono.
Fare quattro chiacchiere con mamme, sorseggiare un tè, fa trascorrere il tempo più velocemente, i bambini giocano e noi siamo più ben disposte.
Stando da sole in casa, il tempo potrebbe non passare mai e non a tutte piace creare delle attività ricreative, o meglio, non tutti i giorni.
Ecco, le attività ludiche per i nostri bambini. Parliamone.
E' bene organizzarle in casa, di tanto in tanto, ma anche no.
Sono sempre stata e lo sono tuttora una mamma a cui piace fare cose insieme ai figli, a seconda dell'età e degli interessi.
Abbiamo fatto lavoretti di ogni tipo, abbiamo sporcato mezzo mondo, abbiamo cucinato, assaggiato, impastato.
Abbiamo fatto tutto. Ma non sempre. Quando ero ben disposta io, quando vedevo anche loro collaborativi e interessati.
E poi c'è anche il piccolo escamotage del coinvolgerli nelle attività che invece serve che noi facciamo: come ad esempio stendere il bucato, caricare la lavastoviglie, apparecchiare, preparare polpette, eccetera...

Questi sono piccoli trucchetti che ho imparato man mano. E che aiutano. Parecchio.
Ed ho capito che anche se ho spesso sentito quel senso di noia nel dover trascorrere tanto tempo con uno dei miei figli quando era piccolo, non per questo sono una cattiva mamma che ama di meno.
Anzi. Sono una mamma che ammette quello che è la realtà dei fatti e che quindi cerca di cambiare le cose in modo da trovare un equilibrio che faccia bene a tutti.

martedì 14 ottobre 2014

Il cinema in casa

"Mamma, cosa facciamo oggi?"
Non ve lo chiedono mai i vostri bimbi all'uscita da scuola?
I miei sempre.
E quando rispondo loro con: "Niente, stiamo a casa!"
La seconda domanda, immediatamente dopo è: "E chi viene?"
Come se casa nostra fosse vuota... 
Valli a capire sti diavoletti!


Insomma, ogni giorno ne stiamo combinando una, anche se, spesso, capita che il pomeriggio li lasci "pascolare" liberamente in casa alla ricerca di una loro soluzione per impiegare il tempo, anche perchè c'è sempre qualcosa da fare, no?
Però, una cosa che piace tantissimo anche a me è il cinema in casa.


Sì: un bel dvd, penombra, tutti sul divano... e via.
Ci si "spara" un classico che abbiamo visto millanta volte, oppure un dvd nuovo di zecca, questi sono dettagli che poco importano.


Il massimo del divertimento lo provano i bimbi (e non soltanto loro), quando ci si prepara facendo i popcorn in casa, con quel profumo che si diffonde dappertutto che fa veramente cinema...
E se proprio voglio che sia un momento speciale, pensato apposta per loro, ci si beve anche della coca cola... e via! E' una delle cose che in casa non c'è mai, quindi quando la vedono, per loro è un miraggio!


Adoro questi pomeriggi insieme.
Adoro queste piccole cose da condividere: quando una passione mia (quella dei cartoni disney e non solo, è una mania che mi porto dietro da sempre) diventa una passione da condividere con i miei bambini.
E' un momento di intimità e di scoperta, ogni volta diversa. E' un modo per ritornare bambina pure io, per rivedere con i loro occhi (che erano anche i miei di quando ero piccola) tante cose, un modo per cantare e ricantare le nostre canzoni preferite... un modo per ricordare quando il mio papà mi portava al cinema e mi comprava un sacchetto immenso di popcorn ed io ero tutta eccitata e felice. Esattamente come loro, quando gli propongo: "Oggi pomeriggio cinema in casa!"

Sì, rivivo quei momenti.
Con loro.
E mi piace da matti.

Adoro un po' meno i bisticci iniziali sulla scelta del dvd, chi ne vuole uno e chi un altro... ma questo è un altro conto, no?

Chi vuole venire al nostro pomeriggio cinema in casa la prossima volta?
La nostra videoteca è ben fornita, provare per credere!

lunedì 13 ottobre 2014

Gift in a Jar: barattolo da decorazione

Il barattolo inteso come mezzo per conservare cose, per mettere ordine... ma anche come complemento d'arredo, come motivo di decorazione della casa, per rinnovare e dare colore ad alcuni angoli un po' "smorti"... perchè no? A volte basta poco.
Il barattolo, non solo può essere utile, ma è anche bello... sì, proprio così: Barattolo è bello!
Ne ho trovati alcuni che sicuramente (spero) vi interesseranno.

Come ad esempio questo esempio di terrario. Non è carinissimo?


E al barattolo come Lampadario, ci avevate mai pensato? Certo, c'è bisogno di un minimo di praticità e di dimestichezza con gli attrezzi da usare, ma secondo me, il risultato poi ripaga di tutto.


Il classico portacandela ha sempre il suo fascino, stavolta però è ad acqua, che così rende le cose anche più sicure... male che và, la fiamma si spegne!


Sempre sulla scia dei portacandele, bella questa idea da utilizzarli com lampade da esterno da appendere qua e là in un terrazzo o in un giardino.


Un evergreen che non richiede troppo sforzo: il barattolo usato come vaso portafiori, su questo ce la possiamo fare tutti, no?


Un modo invece per conservare i ricordi di un periodo, qualche souvenir che altrimenti andrebbe a finire nell'angolo di chissà quale cassetto e mai più ripreso in mano... chiudiamolo invece in un barattolo e decoriamolo come meglio ci piace, come è stato fatto con questo: La spiaggia nel barattolo.
Un modo simpatico anche per i bambini per mettere da parte quanto hanno di più caro.


E se vi interessano, qui potrete trovare le raccolte anche di altri barattoli da decorazione:


venerdì 10 ottobre 2014

Gli effetti reali del "Fare Rete"

photo credits: http://www.neuronetwork.ie/
"Fare Rete" è un concetto molto vasto che starebbe a significare il saper instaurare tutta una serie di rapporti di fiducia-conoscenza-stima-simpatia-... (e chi più ne ha, più ne metta) tra persone, in rete.
Prima si chiamava "Conoscere qualcuno...", adesso si dice "Fare rete", proprio perchè il veicolo con cui si instaurano questi rapporti è la rete, tramite i social network, principalmente.

Dal di fuori (ma, talvolta, anche dal di dentro) potrebbe sembrare tutta fuffa, e in parte lo è (in larga parte!): questi rapporti sono instaurati per opportunismo, per circostanza, perchè se non si fa così, sei fuori da un certo tipo di discorsi, di opportunità, quindi non si può dare a questi rapporti una connotazione di autenticità, sincerità, di affetto.
O almeno, non sempre.
Spesso si rivelano anche un'arma a doppio taglio: se i piani di opportunità e amicizia si confondono, si mischiano, interagiscono, ti ritrovi poi a doverti guardare le spalle.

Ma questo non accade soltanto in rete, accade nella vita di tutti i giorni, da sempre. E solo l'esperienza ti permette di capire anche solo al primo sguardo, o meglio, alle prime parole, chi hai di fronte. E solo l'esperienza ti permette di creare quel filtro naturale e invisibile, che quando stai davanti alla tua bacheca facebook ti fa capire chi sta dicendo una cazzata, chi invece ti sta manifestando dell'affetto, chi ti è vicino, chi ti legge con curiosità, chi con invidia...e  così via.
E' la vita.

"Fare rete" in maniera seria ed efficace, non è semplicemente aumentare il numero di contatti, ma cercare di capire chi sta dietro il monitor, le sue intenzioni e cercare di porci noi stessi nel modo giusto, nel modo, a mio avviso, più sincero possibile, senza infrastrutture.

Per "fare rete" non si può sembrare quello che non si è, perchè poi, esce fuori. Bisogna essere schietti, mostrarsi per quel che si è, senza troppi fronzoli, fiocchetti e pizzi, se tutto questo non ci appartiene, ma nella crudezza di quello che siamo. Perchè tanto poi, salta agli occhi di tutti. Per quanto tempo pensiamo di poter prendere in giro il prossimo?
Sarebbe troppo vanesio e arrogante da parte nostra crederci così scaltri per poterlo fare a vita, no? E poi, immaginate la fatica!

In realtà, ho toccato con mano gli effetti positivi e la grande potenza del vero "fare rete".
Li ho toccati di recente.
Ho avuto la necessità di scovare un prezioso e rarissimo farmaco salva-vita, introvabile, che hanno tolto dal commercio per meri scopi economici, la soluzione l'ho trovata con la rete.
Di fronte a tutto questo, ho fatto una richiesta di aiuto sui miei canali social.
C'è chi si è girato dall'altra parte. Chi mi ha chiesto dettagli. Chi, a sua volta, ha rigirato tale richiesta tra i suoi contatti. Chi si è fisicamente mosso per chiedere aiuto a voce. E chi ha risposto e mi ha aiutato concretamente.
Grazie.
Grazie a tutti.
Grazie perchè, così facendo, ho risolto un problema veramente importante.

In questi momenti, sapere che comunque una richiesta di aiuto non cade nel vuoto e viene raccolta, vuol dire tantissimo.
E' questo il mio concetto del "fare rete".
Tutto il resto, per me, è fuffa.

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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