"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

lunedì 20 aprile 2015

Qualche dritta per mamme stanche

Lo so, l'ho detto fino allo sfinimento e mi sono quasi stancata a dirlo, ma è così: sò stanca!
E come me, altri miliardi di milioni di mamme.
A questo punto, potrei osare dire: mal comune...


Ma ho stilato una serie di regole e di pensieri che ho fatto miei e che magari possono essere utili a qualche mamma disperata quanto me, ma anche no, per trovare spunto e coraggio, per capire che non si è da sole e per riuscire magari a trovare la luce in fondo al tunnel...

1) Tanto per iniziare: per me non vale la regola "fai oggi quello che potresti fare domani", nossignore. Già è tanto se riesco a fare quello che devo fare per oggi, perchè mi devo porre il problema di domani? Mi sento molto Rossella O'Hara in questo e ripetete con me: "Domani è un altro giorno!", nel bene e nel male.

2) Se si è stanche, ma proprio tanto tanto stanche che diventiamo quasi un pericolo, alla prima occasione mandiamo fuori casa i papà con i bambini, un po' di riposo delle orecchie già da solo è ritemprante!

3) Sapete che c'è? Smettiamola di pulire casa, non potrà mai essere linda e pinta come quella delle case che si vedono sulle riviste, tanto vale lasciar correre e risparmiare un po' di energia... e poi, come dicevamo al punto uno: Domani è un altro giorno, no?

4) Scoprite quello che per voi è inutile ed evitatelo come la peste! Per me, ad esempio, è completamente inutile stirare.

5) Anche questa cosa non mi stancherò mai di dirla: chiedete aiuto, non c'è niente di male, anzi. Ammettere i propri limiti e non chiedere a se stesse l'impossibile è un coraggioso atto di forza e di presa di coscienza, il che non guasta mai, anche perchè, ammettiamolo una volta per tutte: le super mamme non esistono e se ci sono quelle che vogliono farlo credere di se, sò delle poveracce!

6) a proposito di altre mamme, proprio per quanto detto al punto (5) a volte, sarebbe meglio evitare il confronto con loro, saranno sempre più brave-belle-pronte...e voi vi sentirete ancora più cesse-grasse-stanche-inadeguate ecc... Cercate invece di avvicinare persone positive, più in linea con il vostro modo di fare e di agire. La mamma tutta perfettina, siliconata e che porta il bimbo al parco con il tacco 12, ad esempio, non potrà mai essere affiancata da una come me. Per dire, eh!

7) Dormite! Dormire quando c'è la possibilità e al diavolo tutto il resto. Dormite, quando è possibile, senza guardare l'orologio e senza pensare a quello che c'è da fare. (ricordati sempre che domani è un altro giorno!)

8) Cercare di ritagliarsi anche soltanto un quarto d'ora in solitaria: un caffè in santa pace può fare miracoli più di millemila massaggi in spa... o meglio, direi che anche quelli aiutano, ma in mancanza d'altro, mi accontento di un caffettino

9) lasciate perdere i manuali delle mamme perfette, di quelli che vi dicono come fare, cosa fare, in che ordine di importanza, che se poi una cosa non la fate così come è descritto ve sentite pure peggio di prima. Il mio spassionato suggerimento è: fate come ca@@o ve pare, è la cosa migliore che possiate fare e sicuramente quella più azzeccata, per voi!
Un po' come quando vogliono vendere i manualetti su come funziona il bambino per dormire/mangiare/capricci/etc... ecco, così adesso va tanto di moda il manuale su come diventare la perfetta casalinga/cuoca/organizzatricedicasa eccetera. Soltanto voi sapete come funziona casa vostra, non ve lo devono dire altre persone.

10) e ricordate sempre, ma sempre sempre sempre (e devo ricordarlo pure io): c'è luce in fondo al tunnel. C'è.

giovedì 16 aprile 2015

Barattoli di primavera

Ok, lo ammetto, questo mio  piccolo spazio dedicato ai barattoli langue parecchio... lo so...
E non ho giustificazioni.
Per questo, ora, voglio rimediare regalandovi un po' di ispirazioni per realizzare dei bei barattoli di primavera, da realizzare, volendo, in compagnia dei bambini.

Innanzitutto, vi propongo questi simpatici e coloratissimi barattoli portafiori: barattoli di primavera per contenere i classici tulipani, li trovo veramente tanto allegri
Se volete, qui trovate il Tutorial per crearli.


Per chi ha praticità con ferri e uncinetti vari, ho trovato questa idea di rivestire un barattolo con un abitino di uncinetto di diversi colori, di sicuro effetto e originalità.
Più fatto a mano di così, si muore!

photo credits: http://ellebel5.blogspot.it/
Sempre caro e sempre bello è il semplicissimo barattolo che contiene il fiore emblema della primavera: le classiche margherite.
A me piace tanto.


Un'idea molto "green" è di realizzare questo barattolo con del mangime per le farfalle... (a trovarle!)
Ho trovato anche il tutorial  per poter creare questo angolo di natura, con i bambini.


E poi, sempre in ambito "green", il classico è un piccolo terrario per far divertire i bambini e per far vedere loro come nascono delle piantine


Quando il terrario diventa utile: come Piantare erbette aromatiche per la nostra cucina e avere sempre basilico e origano a portata di mano!


Che ne dite?
C'è qualcosa che vi interessa in particolare?
Avete altre idee?
Raccontatemele.
Intanto vi lascio qualche altro spunto qui per i vostri barattoli di primavera:
- i barattoli con le marmellate di primavera
- la tavola colorata con i barattoli
- le insalate in barattolo
- il barattolo per riordinare
- dolci serviti in barattolo

martedì 14 aprile 2015

Lupo lupo, dove sei?

L'ho comprato tempo fa, perchè mi era piaciuto particolarmente, perchè Massimo adora le storie di lupi, draghi e mostri e perchè lo vedevo davvero ben fatto: Lupo Lupo, dove sei?

E' un libro che racconta la storia di un maialino che va alla ricerca di un lupo che secondo lui è nascosto nella fattoria e in ogni luogo in cui va a vedere, crede di trovarlo, ma invece si tratta di qualche altro animale, quindi anzichè gli artigli del lupo, si tratta di becchi di galline, anzichè di zampe del lupo, si tratta dei piedi di suo padre, anzichè della lingua del lupo, si tratta di un ranocchio... e così via.

E' un libro sensoriale, perchè ad ogni incontro che fa il maialino, viene invitato il bimbo a mettere la sua mano dentro una tasca, per toccare cosa sente il maialino e che gli fa pensare sempre al lupo.

Quando poi, il maialino Al, finalmente, si arrende all'idea che in fattoria non si nasconde nessun lupo e se ne va a giocare nel bosco... ecco lì, che spunta il lupo, più terrificante e pauroso che mai!!!!

La prima volta che l'abbiamo letto, sia Massimo e sia le bimbe, erano davvero incuriosite, toccavano con ansia, ascoltavano l'evolversi della storia, erano in tensione per sapere come andasse poi a finire.
Quando poi è sbucato alla fine il lupo, con le fauci aperte, hanno fatto un salto fino al soffitto dallo spavento.

Qui le reazioni sono state due: le bimbe adrenaliniche, supereccitate che continuavano a dire: "Leggiamo ancora, leggiamo ancora!", mentre Massimo era veramente terrorizzato e non voleva nemmeno vedere da lontano la copertina di quel libro.
Quindi, per evitare, l'ho riposto nella libreria, in mezzo a tanti altri loro libri e ci siamo dimenticati di lui.
Poi, dopo un bel po' di tempo, è rispuntato.
Massimo nel frattempo ha continuato ad alimentare la sua passione per draghi sputafuoco, per mostri paurosi e per spade e cavalieri che vincono sempre.
Ha ritrovato il lupo.
L'ha voluto rileggere, incuriosito. Pur ricordando perfettamente che alla fine c'era qualcosa di pauroso, ha voluto proseguire, andare avanti e, come mi aspettavo, anche stavolta lo spavento c'è stato, ma è stato più controllato.
Sarà che è cresciuto, che era una cosa che se l'aspettava... da quel momento mi ha chiesto di leggerlo e rileggerlo più volte, e ogni volta era come se si esorcizzasse un pezzetto di più la paura che aveva, un modo per affrontarla, per far vedere che era lui il più forte, per dimostrare a se stesso che quel lupo non faceva poi così paura....

Insomma, lo ha terrorizzato, lo ha incuriosito, lo ha affrontato, lo ha sfidato, lo ha chiamato, lo ha osservato... e infine lo ha amato alla follia.
Lupo lupo, dove sei?!
Un libro semplicemente speciale!
Un libro che ci sta accompagnando e ci sta aiutando ad affrontare tante piccole grandi paure.

venerdì 10 aprile 2015

L'esercitazione: simulazione terremoto a scuola

Qualche giorno fa, prima delle vacanze di Pasqua, parlando del più e del meno con Melania di quanto avesse fatto a scuola durante la giornata, ho appreso, con positivo stupore, che i bambini hanno partecipato ad una simulazione di terremoto con relativa evacuazione degli ambienti scolastici.
photo credits: http://www.futuroquotidiano.com/

Ne sono rimasta sorpresa, non so neanche se si tratti di procedure che vadano comunque svolte per legge, ma in ogni caso, ritengo che siano delle cose necessarie e fondamentali, anche in una scuola dell'infanzia, anzi... soprattutto!
A pochissimi giorni di distanza da un luttuoso anniversario, in cui ricordiamo tante, troppe vittime fatte dalla devastazione del terremoto a L'Aquila, non so se tutto questo sia un segno di cambiamento, un segno di maggior consapevolezza e civiltà, ma sicuramente è qualcosa che va fatto.

Melania mi raccontava il tutto con naturalezza e divertimento.
"Sai mamma, ci siamo messi tutti in fila, le maestre stavano con noi e siamo usciti, perchè la scuola stava andando a pezzi"

A queste parole, non lo nascondo, un brivido mi è corso lungo la schiena: una scuola NON deve andare a pezzi per un terremoto, meno che mai nel terzo millennio... comunque... non ho interrotto il racconto della bimba ed ho continuato ad ascoltarla incuriosita.

"Mamma, nessuno aveva paura, perchè sapevamo dove dovevamo andare e poi perchè non eravamo soli."
...
momento di pausa, a quel punto chiedo: "Beh, allora, è andato tutto bene?"
"Sì, mamma, peccato però che Filippo non ce l'ha fatta!"
"Come non ce l'ha fatta???? Che è successo?"
"Eh!" - sospira - "Faceva i capricci e non voleva uscire dalla classe e allora, non ce l'ha fatta, gli è crollata la scuola!"
Oh mamma mia!
"Vedi, Meli che è importante seguire quello che dicono le maestre e fare esattamente quello che ti insegnano?"
"Sì, mamma, infatti io ero la prima della fila e mi sarei salvata comunque!"
... questo si chiama senso pratico, vero?

Comunque, a parte la scarsa ironia della faccenda, penso che sia una cosa buona instradare i bambini ad ogni evenienza, istruirli sul cosa fare in caso di pericolo, insegnare loro a gestire le situazioni e a non farsi sopraffare dal panico.

E... sperando che non ce ne sia mai bisogno.

lunedì 6 aprile 2015

La nostra prima caccia alle uova: #cacciaalleuovakinder

La caccia alle uova è una tradizione che sta arrivando anche dalle nostre parti e che diverte un mondo grandi e piccini.

L'idea di base è molto semplice: nascondere delle uova in giro e sguinzagliare i bimbi alla ricerca, dando o meno loro degli indizi.

Ecco, l'idea è tanto semplice, quanto efficace e non me lo sarei mai immaginato.
Intanto, da quando ho detto ai bimbi che avremmo partecipato alla caccia alle uova della Kinder alle Terme di Caracalla, loro non erano più nella pelle, come se già conoscessero in cosa consistesse, cosa che, invece, io ignoravo del tutto.

Massimo aveva già fatto la sua caccia alle uova a scuola, quindi immagino che sapeva di cosa stessi parlando, ma le bimbe?
Sarebbe stata la loro prima caccia alle uova, ed erano tutti elettrici!

Siamo andati, per fortuna in questo lunedì di Pasquetta, il tempo è stato splendido e la cornice delle Terme di Caracalla era veramente d'effetto.
Arriviamo giusto qualche minuto prima che la caccia avesse inizio e via... i bimbi erano già partiti alla ricerca di dolcezze varie della kinder (di cui loro vanno pazzi, neanche a dirlo... è stato difficile spiegare a Massimo che quello che trovava non doveva necessariamente finirgli in pancia, ma che sarebbe stato il bottino!)


Siamo andati in compagnia di cuginetti e zii vari, perchè in questi giorni di festa è bello stare tutti insieme e se poi c'è da divertirsi, ancora meglio, no!?


I bimbi sono stati bravissimi e si sono divertiti come matti, anche perchè, oltre alla caccia alle uova, abbiamo potuto fare insieme anche un sacco di altre attività: c'erano gli stand dove fare giochi vari di abilità e di movimento, c'era l'angolo per disegnare (e figurati se ce lo siamo fatto scappare!)


E poi c'era anche il coloratissimo coniglio Pasquale...


Un clima di festa e di gioco c'era nell'aria...


Alla fine, dopo esser stati per un bel po' a sperimentare tutto quello che c'era da fare, ce ne siamo tornati a casa felici con un bel bottino, tra cui un altro paio di Kinder Gran Sorpresa che si aggiungono alla schiera che già abbiamo a casa...


Al prossimo anno con questo nuovo gioco, che sicuramente i bimbi ricorderanno e vorranno rifare assolutamente.

sabato 4 aprile 2015

Acea: Paghi la bolletta e vieni pure premiato!

Non so a casa vostra, ma nonostante tutti i miei tentativi di rincorrere il risparmio a tutti i costi nel dispendio di energia in casa, è veramente un'impresa ardua: le lavatrici vanno all'impazzata, la lavastoviglie almeno una volta al giorno, e poi phone, forno, elettrodomestici vari ed eventuali... e i bimbi che ovunque vanno accendono luci... e così via.

Poi ho scoperto questo programma Acea che premia i clienti più fedeli.




ACEA CON TE

Si tratta di una raccolta punti, gratuita, che permette poi di ricevere premi, bonus e sorprese con il passare del tempo.
Come si accumulano punti?
Molto semplice: basta pagare le bollette!
Questo è facile, no?
E poi,  se ci si segna alla newsletter e ancora, se si risponde periodicamente a dei questionari online, si continuano ad accumulare punti.



Come ci si iscrive?
Basta, quindi, iscriversi online sul sito aceaenergia.it oppure chiamare il numero verde 800 608317 e automaticamente si partirà tutti da una base di 1000 punti, che potrebbero essere di più se ci si iscrive entro marzo.
Che dire?
Io ci provo, metti che riesco a vincere un viaggio in qualche meta esotica, oppure qualche favoloso premio per la casa... a dire la verità, mi basterebbe anche avere uno sconto sulla bolletta dell'energia, non mi farebbe di certo schifo!
La filosofia che c'è dietro a tutto questo è di premiare i clienti che pagano le bollette, proprio per trasformare quel momento come una opportunità e una occasione di vincita.
Tanto, voglio dire, la bolletta va pagata comunque, no? Quindi perchè non iscriversi e provare a vincere?
Non costa nulla, si può fare tranquillamente da casa e non cambia di una virgola il nostro abbonamento.

Una delle iniziative per chi si iscrive in questi giorni, e precisamente dal 3 al 30 Aprile, c'è  il Concorso Walk About: in palio la possibilità di vivere la partita di calcio da protagonisti, il giorno della partita con la visita dei luoghi più esclusivi dello stadio e i posti in tribuna, per 2 date, una in cui giocherà la Lazio e una in cui giocherà la Roma – e la collaborazione con il Teatro Sistina, grazie alla quale tutti gli iscritti al programma potranno, a partire dal 5 maggio, beneficiare di condizioni agevolate per l’acquisto dei biglietti.

Insomma mi sono iscritta... e vi terrò aggiornati sull'andamento della mia raccolta punti, vediamo se funziona!

lunedì 30 marzo 2015

Pasta con borragine e salsiccia

La felicità, si dice sempre, è fatta di piccole cose.
E queste piccole cose, per me, sono anche un semplice pranzetto in casa con la mia famiglia, un sabato qualunque, in cui non ci sono impegni e non ci va di fare niente, neanche di toglierci il pigiama e di rimanerci fino all'ora di pranzo.

Vi capita mai?
Ecco, a noi capita di rado, ma quando accade... ah, che pacchia!

Così, con tutta calma, con un mazzetto di borragine (di cui non conoscevo neanche l'esistenza prima di essere andata al mercato e che me la regalasse il fruttivendolo), qualche salsiccia sbriciolata ho fatto un primo piatto veramente gustoso.

E, ovviamente, non poteva mancare un bel bicchiere di vino rosso... ma di quello buono, eh!


Ingredienti per due persone:
un mazzetto di foglie di borragine lavate
3 salsicce
un mestolo di passata di pomodoro
200g di pasta (io ho usato le fettuccine all'uovo)
1 spicchio d'aglio
olio
sale
peperoncino

Procedimento:
Sbollentare leggermente le salsicce, giusto per far sgrassarle un po', poi, in una pentola a bordi bassi ma larga, mettere le salsicce sbriciolate, le foglie di borragine, e un mestolo d'acqua, coprire e far appassire la verdura.
Una volta cotta, scoprite la pentola, fate asciugare l'acqua in eccesso e riponete il condimento in un piatto.

Nella stessa pentola, quindi, versate un filo d'olio e fate soffriggere l'aglio ed il peperoncino, quindi aggiungere la passata di pomodoro ed un pizzico di sale, a questo punto aggiungere la verdura con le salsicce, amalgamare e il condimento per la pasta è fatto!
Una volta lessata la pasta e ben scolata, tuffatela nel condimento, amalgamate e servite.
Buon appetito!


mercoledì 25 marzo 2015

A scuola: l'ora di religione e robe simili

Ultimamente si legge sempre più spesso di casi in cui, per rispetto ad altre culture differenti e in nome dell'integrazione, si debba fare un passo indietro e rivedere alcune nostre tradizioni e usanze.
Soprattutto a scuola, che è la culla dell'integrazione delle nuove generazioni.

Tutto bene: se la cosa lede la suscettibilità delle altre usanze e religioni, mi sta bene, è anche giusto e doveroso: se un bambino musulmano, per la sua religione, non può mangiare carne di maiale, è giusto che gli si dia una alternativa, perchè costringerlo a mangiarla?
Quando però si tratta di simboli e momenti di condivisione della nostra religione cattolica, direi che la cosa cambia: non ci vedo niente di strano ad allestire un Presepe nel periodo di Natale, o di ricevere una benedizione Pasquale.
Questo va contro qualche altro credo?
Offende qualcuno?
No, non penso.
Se arrivasse in aula una persona che spiegasse ai miei figli in cosa consiste l'islam, e quali siano le sue usanze e, magari, spieghi loro cosa significhi inginocchiarsi verso la Mecca, io non ci troverei nulla di offensivo, anzi, lo considererei un arricchimento culturale dei miei figli, una esperienza che, altrimenti, non farebbero mai e che neanche io sarei in grado di spiegare loro.

Si chiama apertura mentale, questa, non si tratta di offese o di oltraggi, è CULTURA.

Sono cattolica, i miei figli lo sono, la mia famiglia si basa su solidi principi cattolici.
Non siamo praticanti, per altri miei motivi che non sto qui ad esporre, ma crediamo a tutto quello che sta scritto nel Vangelo, dalla A alla Z.
Non per questo nascondo ai miei figli che esistono altre religioni, che esistono altri credi e dico loro che sono rispettabili tanto quanto il nostro, dico loro che non esistono credenti di serie A e di serie B, che il nostro Dio è esattamente come quello degli altri e che i principi che stanno dietro a tutte le religioni sono gli stessi, sono le infrastrutture diverse, ma i sentimenti, gli insegnamenti, sono identici e sono volti all'amarsi gli uni gli altri.
E' questo che ci ha insegnato il nostro Gesù, e chi dice il contrario, anche tra noi cattolici (e ce ne sono, eh, avoglia se ce ne sono!!!) dice una gran baggianata!



Per questo, a mio avviso, non si dovrebbe fare alcun passo indietro dal punto di vista della nostra tradizione cattolica a scuola, come altrove, solo perchè altrimenti andremo a non incontrare i gusti di tutti. No.
Altra cosa sarebbe rendere la scuola laica, allora su questo, possiamo parlare.
Ma avere un Crocefisso appeso in aula, che fastidio da ad un non credente o ad un bambino di un'altra religione?
Spieghiamo invece loro, che significato potrebbe avere, spieghiamo loro cosa c'è dietro e spieghiamo loro perchè in Italia ci sono questo tipo di tradizioni.
Rendiamo il tutto più fruibile, più comprensibile, non lo facciamo essere semplicemente un dogma, ma spieghiamo loro i significati, di questo, come di altri simboli, a prescindere della religione e dell'appartenenza culturale.
Integrazione vuol dire conoscenza, comprensione, condivisione. Non vuol dire ANNULLAMENTO di quel che siamo, della nostra identità e della nostra storia.
Questo è tutt'altro!

martedì 24 marzo 2015

Le 10 cose a cui una mamma deve arrendersi


Ci sono cose contro cui è inutile combattere, soprattutto noi mamme.
Ho maturato questa conclusione dopo un po' di tempo, in genere non sono una che getta la spugna facilmente, ma in questi casi, sono arrivata a capire che è del tutto uno spreco di energie cercare di cambiare il flusso naturale delle cose, non c'è niente da fare.
Un po' come quando ti dicono che se un uomo non è esattamente come lo vorresti, è inutile pensare di cambiarlo, non ci riuscirai mai. E' proprio lo stesso principio.
Ecco un po' di cosette contro cui combattere è come lottare contro i mulini a vento: vinceranno sempre loro.
Quindi, desistere è meglio, soprattutto per la propria salute, per il risparmio di tempo e di energie, da convogliare verso qualcosa di più costruttivo.
1. Il cesto dei panni sporchi: sarà sempre pieno, o mezzo pieno (ma anche mezzo vuoto, dipende dai punti di vista), ma comunque non sarà MAI completamente vuoto, per un tempo maggiore di 10 minuti
E' inutile rincorrere le lavatrici, stendere dappertutto i panni da asciugare, consultare siti di metereologia nemmeno fossimo delle skipper o telefonare direttamente a Bernacca, niente di tutto questo potrà aiutarci a smaltire il definitivo e autoalimentante aumento di panni sporchi.
2. La mancanza di sonno. Sempre saremo in debito di sonno: da quando nasce il grazioso e amato batuffolo (ma anche prima, ancora ricordo come un incubo le ultime settimane col pancione, non riuscivo a trovare una posizione decente a letto, non riuscivo a dormire per i calci o per la mancanza d'aria!!!) fino a che... boh, non lo so, saremo sempre in deficit di sonno e nulla potrà mai restituircelo. Ammettiamolo, conviviamoci e facciamoci una tazza di caffè in più.
3. I capricci. Lo so, tutti i manuali del mondo dicono che bisogna avere delle regole ferree e mantenerle, poche ma buone ed essere irremovibili su queste. Ma ora voglio, qui, adesso, una mamma che è una, che mi dica che non abbia MAI strappato una di queste regole d'oro per la stanchezza di cui sopra, o per la mancanza di pazienza o per circostanze varie ed eventuali.
E per questo motivo ci si sente delle pessime madri e di contro, immediatamente dopo, si diventa ancora più ferree di prima, altalenando comportamenti che destabilizzano il piccoletto che comunque, ha capito perfettamente che ha la situazione completamente in pugno e che quindi sa che ha il potere su di noi, sempre!
4. La memoria perde colpi. Sono tante, troppe le cose da ricordare: appuntamenti di lavoro, appuntamenti con il dottore, incombenze varie, il corso di ginnastica due volte a settimana, il compleanno dell'amichetta, la riunione a scuola, l'iscrizione a quell'altra scuola, il modello ISEE, il salto in farmacia, le merendine che se non ci stanno esattamente quelle, non si fa più colazione la mattina, i 5 euro per il regalo dell'amichetta, la scatola di colori nuova che è rimasto senza, .... che è ovvio che quando poi parcheggi la macchina non ricordi più dove l'hai messa. E ti preoccupi: "Oddio, sto invecchiando... oppure mi sto ammalando... " niente di tutto questo, siamo umane e la memoria non è infinita. E non possiamo neanche farci un back-up.
5. E' colpa nostra. Sempre. Per qualsiasi cosa. Per i figli, per il marito, per le maestre, per la società. E' sempre tutta colpa nostra. Inutile cercare di giustificarsi, di dimostrare il contrario, ci sarà sempre qualcuno che punterà il dito su di noi.
Quel cazzone di Freud ci ha segnato un destino crudele... si vede proprio che aveva problemi con sua madre!!!
6. Non potremo mai avere tutto sotto controllo. Meglio capirlo subito. Su questo punto c'ho lavorato parecchio e non è stato del tutto semplice: non si può avere il controllo su tutto quanto allo stesso modo, con lo stesso grado di dettaglio e precisione. E' umanamente impossibile. Se stai dietro alle necessità dei bambini, non puoi completamente dedicarti alla casa, se sei troppo presa dalla carriera fuori casa, non potrai sempre avere il frigo pieno. Delegare è la parola chiave. E non è facile. Non sempre.
E poi, non immagino neanche quando la cosa sarà veramente fuori ogni controllo quando i figli diventano grandi a sufficienza da nascondere cose, da gestirsi cose da soli, eccetera. Meglio accettare il fatto che non saremo sempre al corrente di tutto, tutto, tutto.
7. La spensieratezza. Non ci sarà più quel senso di leggerezza nel fare le cose, nel buttarsi e via. Anche quando ci si ritaglia con tutte le forze un angolino tutto nostro (e lo si deve fare assolutamente!), in quell'angolo della testa, con ciclicità di una ventina di secondi, continuerà a frullare il pensiero di nostro figlio, ci saremo sempre chieste: Come starà? Andrà tutto bene? Avrà chiesto di me? Si sarà addormentato?
Niente, anche se facciamo le tipe autonome e indipendenti, il legame che ci lega a nostro figlio è innegabile e non lo si può nascondere. Per questo, il divertimento, sì, c'è, ma è sempre accompagnato a quel pizzico di "preoccupazione buona" nei confronti di qualcun altro.
8. Non si può mai essere obiettive. Mai. Noi mamme non lo saremo mai quando si tratta dei nostri figli. E chi dice il contrario, mente spudoratamente.
9. L'ordine. L'ordine in casa non esisterà mai. Mai più. Se prima eravate personcine ordinate, pulite, che riponevate al proprio posto ogni cosa e tenevate la casa in stile museo, scordatevelo e non affannatevi a cercare di avercela di nuovo, rischiate un esaurimento nervoso! Con i bimbi in giro è impossibile, prima perchè essendo piccoli, sono delle mine vaganti: sparpagliano cose e sporcano come dei maiali infangati dappertutto, poi, quando saranno cresciuti, sarà anche peggio, perchè nemmeno potremo mettere mani tra le loro cose (se sarà come ero io... andrà a finire così!), e allora, arrendiamoci e che il caos regni sovrano, magari non proprio dappertutto...
10. Sensi di colpa. I sensi di colpa ci attanaglieranno per sempre. Qualsiasi scelta si faccia, ci sarà sempre un lato, una conseguenza negativa per qualcuno o qualcosa, per noi, o per i nostri figli e, per quanto detto ai punti 5,6,7 il fastidio istillato dal senso di colpa dentro di noi ci sarà sempre e starà lì dentro che ci corroderà un pezzetto di fegato.
Non combattiamoli, ma cerchiamo di convincerci che le nostre scelte, se dettate dall'istinto e dal cuore, saranno sempre le più giuste, in barba a quel che dicono gli altri. E poi, consideriamo anche il fatto che
se è felice la mamma, lo sarà anche il figlio.

domenica 22 marzo 2015

Il primo sabato pomeriggio fuori per Melania: si comincia!

Ci siamo, si comincia.
Altra "prima volta" da segnare nel mio diario di famiglia.
E' un po' presto per uscire il sabato pomeriggio, ma è così, abbiamo iniziato!
Melania, con il suo solito spirito libero, autonomo e adattabile a qualsiasi situazione, ha aperto le danze: è andata a rivedere al cinema Cenerentola con la sua amica del cuore e poi cena al Crazy Bull.

Non vi dico i preparativi e l'ansia che hanno preceduto il grande evento, il countdown è iniziato giorni prima: "Quando arriva sabato? Quanto manca a sabato?"
E poi, una volta giunto il giorno, ha cominciato sin dalla buona mattina a chiedere, a prepararsi e a saltellare per casa.
"Mamma, quando arriva Anita? Che ore sono ora? Quanto manca? Posso andare prima?"..
Insomma, uno stillicidio continuo, ma la cosa mi piaceva, denotava quanto ci tenesse all'evento e alla sua amica.

Ha scelto con cura l'abbigliamento, si è preparata anche la borsetta per uscire e l'ho coperta di raccomandazioni, che manco se se ne fosse andata dall'altra parte del globo terrestre: "Mi raccomando, comportati bene, sii ben educata e non ti allontanare dalla mamma di Anita, stalle vicino e fai quello che ti dice, non litigare con Anita, ...."

Insomma, diciamolo: anche io ero in ansia, ma non per il fatto che non stesse con me, mi fa piacere che lei faccia le sue esperienze senza me, e poi della mamma di Anita mi fido più di me stessa, tanto è accorta e scrupolosa, era proprio per l'idea di saperla al cinema da sola, di sabato pomeriggio... mi sembrava ieri che ci andavo io, ed era una vera festa per me, lo stesso è stato per lei.
L'ho subito vista grande, quando, come hanno citofonato, l'ho accompagnata giù, ho salutato l'allegra brigata e lei, senza neanche voltarsi verso di me, già cianciava con la sua amica, tutte e due elettrizzate all'idea del pomeriggio che gli si apriva davanti.




E che lo dico a fà: è tornata camminando ad un metro da terra, felice e serena.


Ed io con lei.
Brava piccola grande Meli.

Ringrazio ufficialmente la mamma di Anita, per la sua pazienza e per il pensiero carino che ha avuto e la ringrazio per avermi mandato man mano immagini delle due che si divertivano come matte. Credo che questa esperienza le bimbe non se la dimenticheranno mai e le ha legate ancora di più.

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

Dai uno sguardo anche a...

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