"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

giovedì 11 dicembre 2014

La giornata del libro a scuola, ovvero: le mie letture in classe

L'altro giorno un avviso sul quaderno apposito di Miriam:
"Gentili genitori,
giovedì prossimo sarà la giornata del libro a scuola e se voleste partecipare regalandoci una lettura di un libro di favole durante l'orario scolastico, fareste cosa molto gradita a tutti i bambini della classe...."
Insomma, vi pare forse che me lo sono fatto ripetere due volte?

Ovvio che no!
Così ieri sera, Miriam si è ritrovata davanti alla sua libreria e ai vari libri e libretti in giro per casa a scegliere quale portare.
Non riusciva a scegliere tra questi tre.


"Un libro per Orso", dove un orso un po' scorbutico si ritrova per la prima volta in biblioteca e si appassiona alla lettura, "Dewey c'è un gatto in biblioteca", dove un gattino viene adottato da una bibliotecaria e diventa la mascotte dei bimbi frequentatori del posto e "Pinguino e Pigna", una storia di una dolce amicizia tra un pinguino e una pigna.
Effettivamente sono tre storie dolcissime e divertenti, non ho saputo consigliarla.
Quindi le ho detto di portarli tutti e tre, poi avremmo trovato il modo di scegliere insieme ai suoi compagni di classe.

Non vi nascondo che ero abbastanza emozionata, ci ho pensato su un po' su come impostare la cosa, ma poi Miriam, come se avesse capito il mio stato d'animo, mi ha detto: "Mamma, se li leggi proprio come ce li leggi a noi, allora piacerà a tutti, E mi raccomando, fai le voci!"
"Mah sì, faccio così!", ho pensato convinta.

Ho pensato anche di andare a prendere Melania un po' prima da scuola, per poterla portare con me. Volevo condividere con lei questo momento, per diversi motivi, e così siamo entrate insieme in classe di Miriam.

Mimmi, appena ci ha viste, si è illuminata... la vedevo elettrica e contenta. E lo eravamo molto anche noi.
Così la maestra, vedendo i libri che avevo portato, ci ha invitato a sceglierne soltanto uno.
Ho fatto scegliere ai bambini, per alzata di mano.
Dewey, il gatto di biblioteca, ha stravinto su tutti.

Mi siedo di fronte ai bimbi, che erano rimasti ognuno al proprio banco, incuriositi e comincio a leggere... non prima di aver fatto loro qualche domanda:
"Sapete cosa è una biblioteca?"
"Siete mai stati in biblioteca?"
E ognuno ha dato una risposta, erano tutti contenti di essere coinvolti.
E Miriam era più contenta di loro.
Comincio.
Leggo la storia, sfogliando le pagine, mostrando loro le immagini.
Qualcuno fa domande, qualcuno si avvicina per vedere meglio.
Ma tutti rimangono concentrati, anche chi normalmente non si interessa a questo tipo di attività (la maestra, infatti, mi aveva avvisato che un paio di bimbi, se era il caso, li avrebbe coinvolti in altro se avesse visto che non seguivano e disturbavano gli altri).
Io continuo, cambiando il tono della voce, facendo facce e voci.

Finisco e Miriam chiede alla maestra se posso leggerne un altro.
In coro tutti gli altri la seguono: "Sì, maestra, ti prego!" "Dai, maestra, dai"...
Io mi giro per guardare la maestra, per avere il consenso a proseguire.

Nuova votazione: quali degli altri due libri avrei dovuto leggere?
L'orso o il pinguino?
Tocca al pinguino.
Leggo la dolcissima storia di questa amicizia del tutto particolare tra un pinguino ed una pigna che poi cresce e diventa un albero.
Finisco di leggere.
E di nuovo, altro ritornello: "Maestra, dai, l'ultimo e poi basta!" "Sì, maestra, dai!" "Mamma di Miriam, non vai via, vero?"
Tocca all'orso.

Eh, sarà un caso che Miriam ha scelto ben due libri che parlano di biblioteche? Forse voleva darsi un'aria da intellettuale...

Leggo anche l'orso in biblioteca.
L'attenzione dei bimbi la sento, la avverto proprio.
E' bello.
Mi sono divertita un sacco.
E poi, vedere Miriam così felice...
che ve lo dico a fà?!?

venerdì 5 dicembre 2014

Il colloquio con le maestre, ovvero: io tre metri sopra il cielo


Dopo neanche un mese dal primo colloquio con le maestre di prima elementare di Miriam, da cui ero uscita un po' frastornata, spaesata e incapace di capire come poter aiutare la mia piccola grande Miri, sono andata alla convocazione dei colloqui prima di Natale.

Ebbene, stavolta sono uscita dall'istituto camminando 3 metri sopra il cielo!
A quanto pare, sembra proprio che Miriam abbia trovato la chiave giusta per poter approcciare al nuovo sistema scolastico.
Domanda: alla bambina serviva la maturazione di una settimana, per migliorare?
Risposta: ovviamente no.
In pratica, è servito semplicemente spiegarle come funziona:
"Miri, non è che in classe puoi fare come ti pare: se la maestra ti da una pagina da finire, hai un tempo con cui farlo, non è che puoi prendere e mollare come meglio credi, ti metti lì, non chiacchieri, non ti distrai e cerchi di fare il tuo meglio fino alla fine. Poi puoi fare come vuoi!"
"Davvero, mamma????!"

Sembra proprio che Miriam non sapesse le regole base di come ci si comporta in classe e questo banale scambio di battute le è servito per capire come funziona il tutto.
Ora, mi chiedo: l'ho fatto perchè ritenevo giusto farlo, ma era del tutto mio compito farlo?
Nel senso, non dovrebbero chiarirlo per prime le maestre questo metodo?
Possibile che Miriam cadesse dalle nuvole e che in classe non avessero minimamente affrontato la questione?

Mah!
In ogni caso, il risultato è stato ottenuto.
Le maestre mi hanno detto che ora Miriam è molto attenta, concentrata, partecipe. E' tra le prime bimbe che terminano il compito, ordinata e si sono meravigliate del tempo in cui tutti questi progressi sono stati raggiunti, non lo credevano possibile, così, nel giro soltanto di qualche giorno.
Insomma: fatti una domanda, e datti una risposta, no?!

Sono contenta che Miriam ora la stia vivendo più consapevole, più serena e più partecipe.
Brava Miri, continua così e non ti fermerà più nessuno!

mercoledì 26 novembre 2014

Ci voleva il Dyson!


Dopo più di due anni e mezzo in cui abitiamo in questa casa, era ora!
Sì, ci voleva l'aspirapolvere Dyson per poter dare una bella pulita nel cassone che abbiamo sotto il letto matrimoniale.

Lo stress-test
Vogliosi di testare il nuovo elettrodomestico e metterlo alla prova ai limiti della sopportazione, abbiamo pensato bene di trovare quanto di più sporco avevamo in casa: il sotto del nostro letto, pieno di scatole, borse, buste e varie ed eventuali.
Il tutto giaceva lì per diverso tempo, indisturbato.
Avete presente quando si dice: "Mettiamolo qui, prima o poi ci servirà!" ?
Ecco, e quel "Mettiamolo qui", significa ormai decretare la fine di quel particolare oggetto, quel luogo diventa il dimenticatoio, il luogo oscuro e inesplorato, che dopo un po' di tempo che non si apre, non si sa più neanche cosa contiene di preciso.

Insomma, dicevo, l'abbiamo svuotato di tutte le cianfrusaglie ed è emerso un acaro-party di tutto rispetto, era un vero e proprio rave.
Meno male che nessuno di noi è allergico, che ci sarebbe stato assicurato uno shock anafilattico alla sola vista.

Ho ritrovato di tutto là sotto, da fermacapelli che ormai avevo dimenticato di avere, a perline, giocattolini, pezzi di lego, suppostine di tachipirina, potrei continuare all'infinito.

Grazie al megaciclone Dyson Cinetic DC52 siamo riusciti a far riemergere l'antico splendore del letto, siamo riusciti a riportare alla luce il colore originario.
Non mi sembrava vero


I vantaggi del Dyson

I vantaggi pratici, oltre a quelli di risparmio energetico, di utilizzare questo tipo di aspirapolvere, al contrario di quello che avevo in precedenza a mo' di scopa elettrica, è stato quello di riuscire ad arrivare in ogni angolo, anche sotto giù in fondo, di pulire anche le doghe del letto, grazie al braccio molto maneggevole.
Sì, perchè questo aspirapolvere a traino, anche se apparentemente non sembrerebbe molto pratico, vista la mole, è invece facile da gestire e muovere.

Le spazzole del Dyson

Con le varie spazzole in dotazione poi, abbiamo pulito anche il rivestimento del letto, fatto in tessuto imbottito, utilizzando la "ciclope", maneggevole, veloce ed efficacissima per tappezzeria, divani, materassi, cuscini...



Inoltre, la polvere era talmente tanta, che siamo stati costretti a svuotarlo per ben due volte, cosa che abbiamo fatto con molta facilità e velocità, senza aver sprecato così alcun sacchetto


Insomma, direi che lo stress-test è stato brillantemente superato...

Se foste interessati all'acquisto di questo aspirapolvere, ho a disposizione ancora un coupon di sconto del 50% sul prezzo di acquisto, basta mandarmi una mail a micaela_l77@yahoo.it

martedì 25 novembre 2014

Calendario dell'Avvento 2014: L'albero delle idee

E' partita ormai da diverse settimane la febbre da "Calendario dell'Avvento" in rete: tutti sono alla ricerca dell'idea più originale, più d'effetto, più elaborata, più creativa, più pregna di significato.

Ovviamente, non potevamo tirarci indietro noi, certo che no.
Miriam sono settimane che mi sta enucleando tutte le sue idee a riguardo, era arrivata a parlarmi di un calendario fatto con pezzetti di legno e casette e animali... che quasi mi girava la testa quando cominciava a parlare di questa cosa...
Non potevo quindi lasciarla con questo fatto incompiuto, così ieri pomeriggio ci siamo messi a lavoro, tutti secondo le proprie capacità.
Così è nato l'Albero delle Idee.

Sì, perchè ormai da sempre, il nostro calendario dell'Avvento non regala cioccolatini, merendine, giocattolini, libretti e robe simili, il nostro calendario dell'Avvento regala idee e cose da fare insieme per ogni giornata.
E così accadrà anche quest'anno.
Sarà una sorpresa ogni mattina.

Occorrente per realizzare il calendario dell'avvento:
Due fogli A3 uniti da un po' di scotch
Colori di ogni tipo
altri fogli da colorare
forbici
colla
e varie ed eventuali: nastrini, stickers, brillantini, etc.


Abbiamo iniziato tracciando una sagoma ad albero di Natale sui fogli grandi e abbiamo colorato con tutti i tipi di verde che avevamo a disposizione (da notare il contributo di Massimo... che ha reso il tutto ancora più originale!)

Da qui poi, abbiamo realizzato tante palline colorate (24, per l'esattezza) e le abbiamo, man mano, incollate sull'albero, lasciando l'estremità superiore staccata, in modo che lì si possa infilare il bigliettino dell'attività del giorno di volta in volta.


La soddisfazione estrema è stata quella di Miriam che ad un certo punto mi ha detto: "Mamma, quest'anno i numeri li scrivo io!"

E così, ecco qua la nostra opera ultimata, con tanto di pacchetti regalo attaccati alla base dell'albero


Dove l'abbiamo posizionato?
Sulla porta della cameretta dei bimbi, nella parte più alta, così Massimo non può combinare i suoi pasticci!


Gli altri calendari dell'Avvento che abbiamo realizzato gli anni scorsi sono:

mercoledì 19 novembre 2014

Drago Diego: il nuovo amico di Massimo

Vi presento Drago Diego.
Non è un personaggio dei cartoni.
Non è un disegno comparso in qualche libro di favole.
Non è neanche l'ultimo protagonista di qualche video musicale, che tanto ama vedere Massimo.

E' un nuovo essere animato che abita a casa nostra: si tratta di Drago Diego.
Un simpatico drago che vive nella fantasia di Massimo e che ha preso vita piano piano, travolgendo tutti con la sua dolcezza e monellaggine.

Si vede che casa era poco affollata, quindi c'era bisogno di trovare qualche altro amico con cui popolare pomeriggi, giochi e marachelle.
Così è nato il Drago Diego.
Perchè il drago ha un nome ben preciso, guai a chiamarlo soltanto "Drago", lui è Drago Diego.
E poi... è piccolo, furbo, dispettoso, veloce, allegro, ma, alla bisogna, diventa grande e pauroso, pronto a sconfiggere i cattivi con il suo fuoco scottante!

Più o meno, dovrebbe essere così... credo...
http://www.infanziaweb.it/disegni/animali.htm


"Mamma... gagoDiego ha fame!"
"GagoDiego no' vuole fare ninne!"
"GagoDiego ha buttato la patta a terra!!!"

Ecco cosa fa Drago Diego.
Capite come sto messa? Ma non è finita qui,

Pensate che drago Diego occupa tutto lo spazio nel lettino di Massimo,la notte, tanto che il piccolo, poverino, è costretto a venire a dormire nel lettone con mamma e papà (poi non ditemi che Massimo non è para....!!!)

Massimo, quando ha voglia di fare qualche marachella, quando vuole giocare, quando vuole trovare un modo per attirare l'attenzione su di sè, parla di questo draghetto e ci racconta le sue mirabolanti vicende, pensate che l'altro giorno è stato il GagoDiego a nascondere il mazzo di chiavi di casa che non si riusciva a trovare più... che birbante sto drago!

Non è che ci sarebbe nulla da ridire ad avere un amichetto immaginario, anzi, la trovo una cosa divertente e affascinante, tanto che gli dò tanto di quello spago a Massimo quando lo vedo creare con la sua fantasia, che non finirei mai di parlare con lui e saperne di più di questo drago, che a volte è piccolo piccolo e sta in una manina, a volte è gigantesco, a volte è giallo, altre è fucsia.
Ma magari trovare un drago che non combinasse soltanto guai in giro per casa, sarebbe stato un tantino meglio, no?

La cosa comoda, però, è che si può portare da qualsiasi parte e che se ce lo siamo dimenticati, basta fare un fischio che lui arriva volando.
Cosa mangia il drago?
Pasta, tanta pasta. E poi la cioccolata, nutella a cucchiaiate.
Con cosa gioca il drago?
Con tutto quello con cui non dovrebbe giocare: occhiali, chiavi, soldi, posate... disfa letti, rovescia sedie, sparpaglia matite per terra... è un gran casinista.

Ma ci piace.
Tanto!

lunedì 17 novembre 2014

Le regole all'uso della Nintendo 2DS a casa nostra

E' un po' di mesi che è entrata in casa questa nuova console: la Nintendo 2DS.
E' stata accolta da tanto entusiasmo dai bambini che, fino ad allora, non avevano ancora visto niente del genere, in casa non erano entrati oggetti tecnologici di questo tipo per loro.
Stavo aspettando il momento giusto, o la fase in cui me l'avrebbero chiesto, non mi andava di precorrere i tempi.

Per lavoro e anche per passione, sia Marco che io ci troviamo spesso a giocherellare con computer, tablet, e tecnologia varia, i bimbi ormai sanno che questi sono strumenti di lavoro, per conoscere, per scrivere, per creare foto e disegni, ma non sapevano che ci si poteva anche giocare.

La prima fase, quella dell'entusiasmo, come dicevo, è durata un mesetto, direi, non di più.
Poi, come per tutti gli altri giochi, è arrivato il momento del distacco completo, perchè un po' stufi, e ora invece siamo nella fase del: "Lo uso quando mi va, ma non sempre!".

Inizialmente ne erano attratti fino all'inverosimile, volevano giocarci sempre, litigavano a chi avrebbe dovuto usarla ed era sempre un cercare di mettere freno alla loro esuberanza, un trovare compromessi e soluzioni.
Per fortuna ora la bramosia si è allentata e le soluzioni se le trovano da soli.



In ogni caso, abbiamo stilato una serie di regole alle quali dobbiamo sottostare per utilizzare la console:

  • La console non può essere usata per più di 30 minuti consecutivamente e comunque, non dopo cena
  • Si può giocare con la console se si è finiti i compiti
  • La console non si usa quando siamo a giocare da qualche parte: a casa di amichetti, al parco, alle feste, eccetera (sembra una regola ovvia, ma vi assicuro che non lo è affatto)
  • La console si può usare quando siamo in fila dal dottore o in altre situazioni noiose per i bambini
  • La console non si usa a tavola
  • La console non si usa quando siamo in compagnia
  • Via libera a fare foto e ritoccarle con tutti gli strumenti mesei a disposizione dal software i  dotazione
Questi sono i nostri piccoli accorgimenti per venirci incontro e finora, hanno funzionato.
quali sono i vostri?

giovedì 6 novembre 2014

Problemi di concentrazione in prima elementare


Ok, siamo di fronte ad una nuova piccola-grande sfida.
Miriam ha problemi nel rimanere concentrata per periodi medio-lunghi, dobbiamo trovare una strategia per aiutarla.

Andiamo con ordine e cerchiamo di ricostruire tutto quanto.
L'altro giorno sono stata alla riunione con le maestre di Miriam. Hanno fatto un preambolo molto ampio sulle difficoltà di tutta la classe, soprattutto riguardo gli aspetti della scolarizzazione degli alunni, del fatto che sono bambini che non sono affatto abituati alle regole, allo stare composti, eccetera,che c'è bisogno di collaborazione con i genitori, che non possono fare tutto da sole le maestre, che è necessario canalizzare le energie dei bambini in maniera opportuna.
Tutti d'accordo. Certamente.
Ma teniamo presente che stiamo parlando di bimbi che hanno 6 anni (e nemmeno tutti li hanno ancora compiuti), che fino a un paio di mesi fa si trovavano alla materna e che, magari, sarebbe il caso dare anche qualche strumento in più, qualche consiglio in più ai genitori, che, effettivamente, vorrebbero aiutare e trovare anche metodi opportuni per ogni singolo bambino che, come giustamente hanno ammesso le maestre (viva Dio!), non sono tutti uguali, quindi necessitano di attenzioni differenti da parte dei genitori (e da parte delle maestre, no????).
Ma comunque, andiamo avanti.

Qui, con fare abbastanza preoccupato e molto serio mi hanno messa al corrente che la bimba, sebbene sia intelligentissima, sveglia e capace, ha problemi di concentrazione: si distrae facilmente, diventa lentissima, bisogna richiamarla all'attenzione spessissimo, è disordinata, trascurata, e via discorrendo.

"Potrebbe essere una delle prime a consegnare il compito, invece è sempre tra gli ultimi!"

"Mamma, dobbiamo impegnarci anche a casa, deve aiutarci!"

Sì, ok, aiutiamoci, ma come?
A dir la verità, mi ero già accorta di questo comportamento di Miriam, di questa sua difficoltà a mantenere l'attenzione, perchè quando anche a casa deve finire una paginetta di qualche cosa, ci mette una vita, si distrae, si alza, trova modo per chiacchierare, interagire con i fratelli, eccetera.
Non avevo dato peso a tutto questo, dicendomi che, in fondo, la scuola è iniziata soltanto da poco più di un mese, che le dinamiche dell'apprendimento, della concentrazione, sono cose che vanno digerite pian piano, in maniera adeguata all'età del bambino. Insomma, credevo, ed ero quasi fermamente convinta, che fosse NORMALE.

Al colloquio con le maestre, vista la solennità della comunicazione, mi sono resa conto che non è normale (almeno, non a detta loro).
Mi sono detta quindi, di affrontare la cosa un aspetto alla volta: prima la concentrazione, poi l'ordine e magari verrà gratis anche la velocità nell'eseguire i compiti, una volta che si mettono insieme i primi due componenti, no?

Ho parlato con Miriam. Lei non ha negato, non si è nascosta, ma si è giustificata dicendo che se ci sono dei suoi compagni di classe che chiacchierano, lei non riesce a fare a meno di seguirli e inevitabilmente si distrae, è più forte di lei.
Ergo: l'attenzione della classe non è altissima.
Ergo: le maestre hanno difficoltà nel mantenere l'attenzione degli alunni.
Ergo: magari devono cambiare strategia anche loro, non soltanto noi - a casa - (che, dico, se magari riesco a ottenere il risultato a casa, non è detto che lo si riottenga anche a scuola, se non cambia qualcosa anche lì, no?).
Ergo: perchè gli altri chiacchierano?

Ok.
Non lasciamoci influenzare dalla mammitudine. Cerco di mantenere il distacco: "Miriam, anche se gli altri chiacchierano, tu cerca di finire il tuo compito, e poi chiacchieri con loro. Prima lo finisci e prima ti puoi dedicare ad altro, non credi?"
"Sì, mamma, ma è difficile, soprattutto se è una cosa noiosa!"
Ergo: ma perchè diavolo fanno diventare tutto NOIOSO ste maestre?!?!?!?!?
In effetti, quando Miriam è veramente interessata e attratta da un certo tipo di lavoro, non molla fino a che non l'ha finito, e succede spesso, in diverse circostanze... quindi...
Ok, ok, non mi lascio influenzare dalla mammitudine.
"Miriam, non credere che anche mamma o papà o chiunque altro, non si trovi a fare cose noiose e che non piacciono. Non sempre si fa quello che ci piace fare, sarebbe bellissimo, ma non è sempre così, purtroppo.
Se poi riesci a trovare il lato bello di quello che stai facendo, magari riesci a divertirti! Guarda che veramente, c'è sempre... o quasi... insomma... hai capito, Miri?"
"Sì, mamma!"
Era mortificata.
Si è resa conto di avermi dato una mezza delusione. O meglio, si è resa conto della mia difficoltà nel cercare di aiutarla.
Ho provato a convincerla che è del tutto normale incontrare delle difficoltà, soprattutto all'inizio di un ciclo di studi nuovo, è normalissimo: le abbiamo incontrate tutti, in modi diversi, e in qualche modo le abbiamo superate (le abbiamo superate? Sì, certo, le abbiamo superate!)
Insomma, devo instillare il seme dell'autofiducia, dell'autostima in Miriam, che dice di non riuscire a farcela.
E invece, ce la farà.
Sicuro.
E ora, sbizzarritevi a darmi tutti i suggerimenti che vi vengono in mente... sono qui che ascolto e che leggo con attenzione (appunto!).

PS: ringrazio ufficialmente tutte le mamme che hanno colto il mio disagio, che mi hanno dato consigli, che mi hanno sorretto in questi ultimi faticosissimi giorni e che mi hanno ridato fiducia.
Grazie.

martedì 28 ottobre 2014

La famiglia è la mia forza

Se c'è una cosa nella vita su cui non ho mai vacillato e ripeto MAI vacillato, è proprio la mia famiglia. Qualsiasi cosa sarebbe accaduta, sapevo che potevo contare sulla mia famiglia e infatti è sempre stato così.
Questo implica non solo pregi, ma anche difetti, ma la cosa bella è non mi sono mai sentita sola (anche quando avrei voluto sentirmici un po'!), mi sono sempre sentita forte, più forte degli altri.

Sono normali e vengono dati quasi per scontati, l'affetto e la presenza nella propria vita dei genitori e dei fratelli, questo è ovvio (è ovvio, giusto?), quando a questo poi si somma altrettanto da parte di cugini, zii e affini, allora si forma una rete in cui sei invischiato e lo sarai per sempre, non c'è via di scampo!

Tutto questo lo si comincia a creare da quando si è piccoli, piccolissimi: di aneddoti con le mie zie, da raccontare, ne avrei a centinaia, così come di marachelle con i miei cugini coetanei, o di confessioni fatte ai miei cugini più grandi.
Sono nata, cresciuta e sopravvissuta a tutta una serie di incontri di famiglia, a cene, a feste di compleanno, ad andate a scuola accompagnata da zio, a tavolate infinite, a favole ascoltate sul divano di nonna, a chiasso e schiamazzi dei miei giochi con i cugini.

E sono felice di poter dire che anche i miei figli stanno trovando altrettanto e gli piace un sacco.

Siamo reduci di un incontro globale della famiglia, avvenuto nell'unica casa che riesce a contenerci tutti, la stessa casa in cui ho festeggiato comunione, 18 anni, matrimonio, primo compleanno di Miriam e varie ed eventuali.
Quella stessa casa che ho visto crescere insieme a me, mattone sopra mattone.
Abbiamo festeggiato un importante compleanno, molto importante!
E' stata una giornata fantastica, piena di belle cose, di quelle giornate che ti ricaricano per mesi!

E mi appaga moltissimo vedere che su quel prato, in quelle stanze, corrono e giocano felici ora i nostri bambini, la "terza generazione".


esattamente come facevamo noi poco meno di una trentina d'anni fa, vanno alla scoperta della natura, a caccia di insetti...


e scoprono la bellezza della famiglia, dello stare insieme e del condividere quello che è più caro al mondo.
E si ruzzola, si corre e si tira una palla su e giù per questa discesa, senza sosta, senza stanchezza, ma con tanta gioia e altrettanto fiatone


Qui si raccolgono le mele e le si mangia senza neanche lavarle: "Mamma, ma è più buona!"


Su questa collina scoprono i colori del cielo, le sfumature delle montagne all'orizzonte e l'aria fresca e profumata



come si fa a non amare tutto questo?
Io lo adoro. 

lunedì 27 ottobre 2014

La colazione del weekend: pancake

Durante la settimana, la colazione viene fatta con cose che non richiedono una mia elaborazione: di prima mattina non sono molto operativa, a malapena riesco a mettere su il bollitore per il tè, quindi, regolatevi di conseguenza.
Meno che mai mi viene di impiastricciare con ciotole, fruste e padelle... preferisco dormire quel quarto d'ora di più (Massimo permettendo!).

Quindi il finesettimana, sarà che ci alziamo con tutta calma dopo aver intrapreso una bella lotta sul lettone, sarà che magari abbiamo la mattinata libera, spesso mi dedico a delle belle colazioni.
E c'è anche un secondo fine, in tutto questo: se la colazione è buona e abbondante, il pranzo può aspettare anche quell'oretta di più, quindi unisco entrambe le cose, mica male, soprattutto se poi dobbiamo uscire, tanto meglio, no?

In genere, il piatto forte della colazione del weekend sono i french toast, che ormai sono stra-collaudati, ma sono anche fin troppo calorici, stavolta mi sono lanciata nella preparazione dei pancake, quelli classici.

Dopo aver avuto una bella illuminazione in merito online con le mie amiche di facebook (grazie Francesca!), sono arrivata alla conclusione che la ricetta da utilizzare sarebbe stata questa:


con l'unica variante sul lievito, che ho sostituito con il bicarbonato.
Ho poi attuato la tecnica di Lucia, per facilitarmi il compito per l'indomani, sarebbe stato quello di unire tutti gli ingredienti secchi insieme, già dosati, la sera prima e di conservarli in un barattolo ben pulito, in modo che poi il tempo di preparazione diminuisce notevolmente e non si deve stare a pesare un bel niente!


Le aspettative erano alte, altissime...
all'apparenza, mi sembravano esser venuti stra bene.
Quando sono andata ad assaggiare, li ho trovati un po' insapore, o meglio, non sapevano proprio di nulla.
Mi dicono che i pancake sono più o meno così, non devono essere dolcissimi o avere sapori particolari, è il condimento che fa la differenza (marmellata, nutella, panna, sciroppo d'acero, frutta fresca, ecc...).



La prossima volta, come mi ha suggerito Silvia, aggiungerò all'impasto anche noce moscata e cannella e poi, voglio vedere che succede!
Non mi arrendo!



Mi piacciono queste colazioni del weekend!

venerdì 24 ottobre 2014

Festa di compleanno: Apple Jack Party

Miriam e la sua passione per i cavalli continua e si intensifica.
Abbiamo festeggiato anche quest'anno il suo compleanno immersi nei colori dei cavallini della serie My Little Pony, stavolta è toccato ad Apple Jack e alle sue adorate mele.

Il pony tutto arancio, ha ispirato la nostra fatina delle feste Francesca realizzando tutto l'allestimento sui colori arancio, verde e rosso, con banner spettacolare e luminosissimo, bandierine, palloncini a pois, alzatine verdi e, tocco meraviglioso, una distesa di cestini con mele rosse e lucenti!
Al solito, ha riscosso notevole successo, soprattutto quando la festeggiata ha visto tutto quanto.



Immancabili in questo scenario: una bella torta di mele, fagottini ripieni di mele... ma anche crostata di nutella (dovevamo accontentare anche i più golosi, no?), bon bon di mascarpone e confettini verdi, pizzette e tramezzini a volontà.




Miriam ha invitato soltanto un gruppetto di amiche selezionatissime. E questo ci ha aiutato tanto anche per saldare i rapporti con le nuove amiche della prima elementare.





In tutto questo, i bimbi sono stati intrattenuti con giochi a tema:

  • attacca la coda ad Apple Jack
  • disegni con tante mele colorati
ma anche un intrattenimento che ha riscosso notevole successo: disegnarsi la propria magliettina ricordo.
Ho trovato dei pennarelli per stoffa, ho preso delle canottiere bianche e i bimbi sono stati tutti presi a colorare e decorare la propria maglia per poi portarsela a casa come ricordo del pomeriggio.



Una bella e colorata festa.

E per torta: una bella torta nuvola con farcitura in crema del mascarpone, ricoperta con crema sempre di mascarpone spolverata con farina di cocco colorata, qualche caramella e un recinto fatto di barrette kinder... e ovviamente, al centro, una bellissima Apple Jack


E ancora... tanti auguri Miriam!!!!

Potrebbero interessarti le feste a tema My Little Pony:
Altre feste di compleanno a tema per bambini:

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

Dai uno sguardo anche a...

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