"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

mercoledì 22 ottobre 2014

Collage tridimensionale: il bosco

Ricomincia la stagione dei lavoretti, quella dei pomeriggi in casa, in cui bisogna inventarsene qualcuna.
Ci stiamo evolvendo con i collage, che sono da sempre la passione dei miei bimbi, siamo approdati alla frontiera dei collage tridimensionali, molto più soddisfacenti e scenari di mille storie colorate e divertenti.

Come fare un collage tridimensionale
Innanzitutto, bisogna decidere cosa si vuole ricreare: l'ambiente di una casa, un paesello, la scena di una favola... noi abbiamo scelto il bosco.

Occorrente: bisognerebbe avere a disposizione del cartoncino un po' spesso, proprio per riuscire a far stare in piedi le nostre creazioni. Esistono dei kit già preparati per realizzare un collage tridimensionale e infatti noi abbiamo utilizzato questi, per comodità e per velocità.
Poi serve, ovviamente, della colla e tutto il materiale che ci viene in mente di utilizzare: pezzetti di stoffa, piccoli oggetti, pasta, legumi, eccetera... tutto quello che la nostra fantasia ci suggerisce, va benissimo!

Si comincia col ritagliare le sagome degli oggetti che vogliamo siano protagonisti del nostro collage, nel nostro caso: abeti e animali vari
Mi raccomando a non tralasciare la parte della base di appoggio dei soggetti.


Poi si prende un cartoncino che deve fare da piano di appoggio, lo si colora eventualmente e si cominciano ad incollare sopra le sagome precedentemente ritagliate


Poi è la volta dello sfondo: per questo, serve un altro cartoncino (bianco o colorato, dipende da cosa si vuole rappresentare), noi abbiamo deciso di mettere il cielo stellato come sfondo, aggiungendoci degli occhietti, perchè rappresentano gli sguardi degli animaletti del bosco nascosti tra i cespugli.
Basta poi incollare o "scotchare" il cartoncino dello sfondo su quello del piano, e il gioco è fatto...


A questo punto, comincia il gioco... e il nostro bosco si è animato, come per magia!

lunedì 20 ottobre 2014

Una buona pratica antitumorale: il tè verde

Non sapevo che bere una tazza di tè verde, una delle pratiche che più adoro quando comincia l'autunno (ovvero con i primi frescolini,che ancora tardano a farsi sentire), si può considerare una valida pratica antitumorale.
Sono andata ad approfondire la cosa, sul sito dell'AIRC ed effettivamente, l'alta concentrazione di polifenoli, sostanza contenuta non solo nel tè verde, ma anche nel cioccolato fondente e nel vino rosso, aiutano a bloccare la crescita delle cellule tumorali, ma non solo, hanno effetti benefici a livello cardiovascolare

I polifenoli sono degli antiossidanti naturali e sono di fondamentale importanza nella dieta di tutti noi.

nella dieta anticancro la bevanda scelta deve essere il tè verde, dal gusto delicato e profumato. Il tè verde contiene un tipo particolare di polifenoli, chiamati catechine: in genere i tè verdi giapponesi contengono quantità di catechine più elevate di quelli cinesi. Importante è anche il tempo di infusione. Dopo cinque minuti è presente nell'acqua solo il 20 per cento della quantità di sostanza attiva che si ottiene con otto-dieci minuti di attesa.

Amo il tè verde puro, senza neanche l'aggiunta dello zucchero.
Per chi, invece non ama questo gusto intenso, potrei suggerire di aggiungere un filo di miele, che addolcisce il tutto e rende la bevanda più gradevole




D'altra parte, lo dicevo tempo fa che con una tazza di tè si riescono a risolvere tanti problemi... o no?

Tutto questo, per comunicarvi che domenica prossima 26 ottobre in centro a Milano, si terrà la "Pittarosso Pink Parade" una camminata di beneficienza non competitiva in collaborazione con Pittarosso e Pink is good, per continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'importanza della prevenzione e della diagnostica, soprattutto nei tumori femminili e per raccogliere fondi di necessaria importanza.
In questa circostanza saranno presenti anche le amiche di #NOTHINGSTOPSPINK, progetto che prevede l’allenamento di 10 donne operate di tumore al seno che correranno alla maratona di New York il prossimo 2 Novembre 2014.
Grandioso, no?!

Intanto, vado a farmi una tazza di tè.

domenica 19 ottobre 2014

Etichetta energetica: bisogna imparare a leggerla

Da profana, quando compro un elettrodomestico, vado a guardare esclusivamente la lettera che lo classifica e in genere punto a quella con la categoria massima A, doppia A, tripla A e chi più ne ha più ne metta.

Sbagliato.
Molto sbagliato.
Ringrazio Dyson per avermi spiegato come funzionano le cose, come vengono date queste categorizzazioni, come vengono regolamentate questo genere di cose, evidenziando le manchevolezze di chi considera esclusivamente la sola classe energetica.

Innanzitutto, dal 1° settembre scorso, anche gli aspirapolvere sono inclusi in questo genere di etichettatura, e ne erano fuori prima.
Impariamo a leggere l'etichetta energetica.


Informazioni utili per leggere l'etichetta energetica

Per gli aspirapolvere sono considerati, innanzitutto la potenza massima, che ora non deve superare i 1600 Watt, sia per impatto ambientale, sia per consumi e sia perchè una potenza superiore non è affatto sinonimo di efficienza e Dyson, che tale soglia non l'ha mai superata, ne è l'effettiva dimostrazione.

Al momento, i limiti di tale etichetta energetica sono diversi e di peso considerevole:

  • non c'è alcuna considerazione a livello di rumorosità
  • i test per determinare questi valori sono stati effettuati in condizioni ottimali: macchina vuota e pulita
  • la categoria dell'efficienza energetica, non significa necessariamente risparmio in termini di costo, per le aspirapolveri è stato dimostrato che dalla classe energetica più elevata A all'ultima, la G, lo scarto è di soli 9 euro l'anno
  • non vengono considerati i costi aggiuntivi per la manutenzione dell'apparecchio, gli eventuali sacchetti da cambiare, filtri
  • viene ignorato l'impatto ambientale che hanno i materiali di scarto dell'aspirapolvere (sacchetti e filtri di ricambio)
  • l'etichetta, in definitiva, non è una valutazione delle performance globali dell'apparecchio in condizioni reali.
Tu tutto questo Dyson è, al contrario, molto sensibile, progettando da sempre aspirapolvere che non hanno mai superato i 1600Watt di potenza, eliminando completamente i sacchetti da cambiare e i cui filtri si manutengono semplicemente con una banale pulizia, senza doverli cambiare periodicamente.

Una corretta manutenzione, un corretto utilizzo della macchina fa sì che duri parecchio nel tempo e con la stessa efficienza del primo giorno.
Sto testando l'apparecchio da qualche giorno, ma questo ve lo racconterò in seguito, lo sto mettendo a dura prova e... guarda caso, il nuovo Dyson è piombato in casa, proprio quando il sacchetto della vecchia aspirapolvere si è rimpito... 
Quando si dice: il destino, eh!?

Per ora, vi dico soltanto che sono a mia disposizione due coupon di sconto del 50% per l'acquisto di diversi modelli Dyson per i miei lettori:

  • DC52 Animal Turbine (prezzo al pubblico €649)
  • DC52 Allergy Care (prezzo al pubblico €599)
  • DC52 Multifloor (prezzo al pubblico €549)
  • DC63 Allergy (prezzo al pubblico €549)
  • DC42 Allergy (prezzo al pubblico €609)
  • DC43H Mattress (prezzo al pubblico €259,00)
per usufruirne, scrivetemi! (micaela_l77@yahoo.it)

venerdì 17 ottobre 2014

Annoiarsi con un bambino piccolo in casa

Ci sono periodi in cui mi sono sentita una mamma non adeguata.
Non attenta.
Non affettuosa.
Perchè mi annoiavo. Mi annoiavo terribilmente a dover avere a che fare con un bimbo piccolo. Non sto parlando di quando i miei bimbi erano neonati, in quel periodo la stanchezza e la gioia di averli tra le braccia, allattarli erano tali da non darmi il tempo di dire: "Uh, che pizza, mi annoio!"
Parlo di quel difficile e apparentemente LUNGHISSIMO periodo in cui loro avevano intorno i 9 mesi, fino a verso i 18.
Questo, a mio avviso, è il periodo più estenuante a livello di pazienza e più provante a livello fisico: il bimbo si muove, gattona e poi comincia a camminare, vuole toccare tutto, si arrampica, si infila qualsiasi cosa in bocca e non c'è modo di abbassare l'attenzione, perchè riescono a combinare pasticci a volte terribilmente pericolosi, quindi, volente o nolente, si deve stare completamente dedicati a loro.
C'è chi vive anche questo periodo come la più grande meraviglia del mondo, in cui ogni scoperta del bambino affascina, riempie di gioia e di orgoglio... ma io, dopo un po', mi annoiavo terribilmente.
La schiena me la sono spezzata a stare chinata e a parare i colpi e le capocciate a destra e a manca, la casa si trasformava man mano in base a dove il bimbo di turno arrivava a toccare e a procurarsi guai, quindi eravamo anche capaci di montare mensole attaccate al soffitto e a mettere tutto il materiale "pericoloso" per aria.
Con la testa ero invischiata nei miei: "Devo fare questo, devo fare quello, la lavatrice devo svuotarla, devo preparare la cena, ci sono da rifare i letti, devo andare in bagno... " e puntualmente, non riuscivo a fare nulla di quello che stava nella mia lista delle cose da fare mentale.
Nulla.
E da lì, la noia si trasformava in frustrazione.
In nervosismo.
In pratica, c'ero fisicamente, ma non c'ero con la voglia di esserci, avrei voluto fare altro...
picture credits: http://boredmommyblog.com/
Cosa si può fare per andare oltre a questo?
Serve pensare che passa, è un periodo transitorio, faticoso, estenuante, ma passa: arriverà il momento in cui i bambini cammineranno spediti sulle loro gambine senza dover franare rovinosamente a terra e arriverà il momento in cui non si appenderanno alla tovaglia con tutti i piatti sopra e arriverà il momento in cui non apriranno per forza tutti i cassetti di casa.
Finisce.

Cosa può aiutare? Semplice: non rimanere da sole! Vedere altre mamme, incontrare gente, stare sia in casa che fuori casa in compagnia, anche con altri bimbi. Magicamente, e lo dico sempre, avere un amichetto in casa spesso crea un nuovo equilibrio in cui tutti vanno d'accordo ed i capricci spariscono.
Fare quattro chiacchiere con mamme, sorseggiare un tè, fa trascorrere il tempo più velocemente, i bambini giocano e noi siamo più ben disposte.
Stando da sole in casa, il tempo potrebbe non passare mai e non a tutte piace creare delle attività ricreative, o meglio, non tutti i giorni.
Ecco, le attività ludiche per i nostri bambini. Parliamone.
E' bene organizzarle in casa, di tanto in tanto, ma anche no.
Sono sempre stata e lo sono tuttora una mamma a cui piace fare cose insieme ai figli, a seconda dell'età e degli interessi.
Abbiamo fatto lavoretti di ogni tipo, abbiamo sporcato mezzo mondo, abbiamo cucinato, assaggiato, impastato.
Abbiamo fatto tutto. Ma non sempre. Quando ero ben disposta io, quando vedevo anche loro collaborativi e interessati.
E poi c'è anche il piccolo escamotage del coinvolgerli nelle attività che invece serve che noi facciamo: come ad esempio stendere il bucato, caricare la lavastoviglie, apparecchiare, preparare polpette, eccetera...

Questi sono piccoli trucchetti che ho imparato man mano. E che aiutano. Parecchio.
Ed ho capito che anche se ho spesso sentito quel senso di noia nel dover trascorrere tanto tempo con uno dei miei figli quando era piccolo, non per questo sono una cattiva mamma che ama di meno.
Anzi. Sono una mamma che ammette quello che è la realtà dei fatti e che quindi cerca di cambiare le cose in modo da trovare un equilibrio che faccia bene a tutti.

martedì 14 ottobre 2014

Il cinema in casa

"Mamma, cosa facciamo oggi?"
Non ve lo chiedono mai i vostri bimbi all'uscita da scuola?
I miei sempre.
E quando rispondo loro con: "Niente, stiamo a casa!"
La seconda domanda, immediatamente dopo è: "E chi viene?"
Come se casa nostra fosse vuota... 
Valli a capire sti diavoletti!


Insomma, ogni giorno ne stiamo combinando una, anche se, spesso, capita che il pomeriggio li lasci "pascolare" liberamente in casa alla ricerca di una loro soluzione per impiegare il tempo, anche perchè c'è sempre qualcosa da fare, no?
Però, una cosa che piace tantissimo anche a me è il cinema in casa.


Sì: un bel dvd, penombra, tutti sul divano... e via.
Ci si "spara" un classico che abbiamo visto millanta volte, oppure un dvd nuovo di zecca, questi sono dettagli che poco importano.


Il massimo del divertimento lo provano i bimbi (e non soltanto loro), quando ci si prepara facendo i popcorn in casa, con quel profumo che si diffonde dappertutto che fa veramente cinema...
E se proprio voglio che sia un momento speciale, pensato apposta per loro, ci si beve anche della coca cola... e via! E' una delle cose che in casa non c'è mai, quindi quando la vedono, per loro è un miraggio!


Adoro questi pomeriggi insieme.
Adoro queste piccole cose da condividere: quando una passione mia (quella dei cartoni disney e non solo, è una mania che mi porto dietro da sempre) diventa una passione da condividere con i miei bambini.
E' un momento di intimità e di scoperta, ogni volta diversa. E' un modo per ritornare bambina pure io, per rivedere con i loro occhi (che erano anche i miei di quando ero piccola) tante cose, un modo per cantare e ricantare le nostre canzoni preferite... un modo per ricordare quando il mio papà mi portava al cinema e mi comprava un sacchetto immenso di popcorn ed io ero tutta eccitata e felice. Esattamente come loro, quando gli propongo: "Oggi pomeriggio cinema in casa!"

Sì, rivivo quei momenti.
Con loro.
E mi piace da matti.

Adoro un po' meno i bisticci iniziali sulla scelta del dvd, chi ne vuole uno e chi un altro... ma questo è un altro conto, no?

Chi vuole venire al nostro pomeriggio cinema in casa la prossima volta?
La nostra videoteca è ben fornita, provare per credere!

lunedì 13 ottobre 2014

Gift in a Jar: barattolo da decorazione

Il barattolo inteso come mezzo per conservare cose, per mettere ordine... ma anche come complemento d'arredo, come motivo di decorazione della casa, per rinnovare e dare colore ad alcuni angoli un po' "smorti"... perchè no? A volte basta poco.
Il barattolo, non solo può essere utile, ma è anche bello... sì, proprio così: Barattolo è bello!
Ne ho trovati alcuni che sicuramente (spero) vi interesseranno.

Come ad esempio questo esempio di terrario. Non è carinissimo?


E al barattolo come Lampadario, ci avevate mai pensato? Certo, c'è bisogno di un minimo di praticità e di dimestichezza con gli attrezzi da usare, ma secondo me, il risultato poi ripaga di tutto.


Il classico portacandela ha sempre il suo fascino, stavolta però è ad acqua, che così rende le cose anche più sicure... male che và, la fiamma si spegne!


Sempre sulla scia dei portacandele, bella questa idea da utilizzarli com lampade da esterno da appendere qua e là in un terrazzo o in un giardino.


Un evergreen che non richiede troppo sforzo: il barattolo usato come vaso portafiori, su questo ce la possiamo fare tutti, no?


Un modo invece per conservare i ricordi di un periodo, qualche souvenir che altrimenti andrebbe a finire nell'angolo di chissà quale cassetto e mai più ripreso in mano... chiudiamolo invece in un barattolo e decoriamolo come meglio ci piace, come è stato fatto con questo: La spiaggia nel barattolo.
Un modo simpatico anche per i bambini per mettere da parte quanto hanno di più caro.


E se vi interessano, qui potrete trovare le raccolte anche di altri barattoli da decorazione:


venerdì 10 ottobre 2014

Gli effetti reali del "Fare Rete"

photo credits: http://www.neuronetwork.ie/
"Fare Rete" è un concetto molto vasto che starebbe a significare il saper instaurare tutta una serie di rapporti di fiducia-conoscenza-stima-simpatia-... (e chi più ne ha, più ne metta) tra persone, in rete.
Prima si chiamava "Conoscere qualcuno...", adesso si dice "Fare rete", proprio perchè il veicolo con cui si instaurano questi rapporti è la rete, tramite i social network, principalmente.

Dal di fuori (ma, talvolta, anche dal di dentro) potrebbe sembrare tutta fuffa, e in parte lo è (in larga parte!): questi rapporti sono instaurati per opportunismo, per circostanza, perchè se non si fa così, sei fuori da un certo tipo di discorsi, di opportunità, quindi non si può dare a questi rapporti una connotazione di autenticità, sincerità, di affetto.
O almeno, non sempre.
Spesso si rivelano anche un'arma a doppio taglio: se i piani di opportunità e amicizia si confondono, si mischiano, interagiscono, ti ritrovi poi a doverti guardare le spalle.

Ma questo non accade soltanto in rete, accade nella vita di tutti i giorni, da sempre. E solo l'esperienza ti permette di capire anche solo al primo sguardo, o meglio, alle prime parole, chi hai di fronte. E solo l'esperienza ti permette di creare quel filtro naturale e invisibile, che quando stai davanti alla tua bacheca facebook ti fa capire chi sta dicendo una cazzata, chi invece ti sta manifestando dell'affetto, chi ti è vicino, chi ti legge con curiosità, chi con invidia...e  così via.
E' la vita.

"Fare rete" in maniera seria ed efficace, non è semplicemente aumentare il numero di contatti, ma cercare di capire chi sta dietro il monitor, le sue intenzioni e cercare di porci noi stessi nel modo giusto, nel modo, a mio avviso, più sincero possibile, senza infrastrutture.

Per "fare rete" non si può sembrare quello che non si è, perchè poi, esce fuori. Bisogna essere schietti, mostrarsi per quel che si è, senza troppi fronzoli, fiocchetti e pizzi, se tutto questo non ci appartiene, ma nella crudezza di quello che siamo. Perchè tanto poi, salta agli occhi di tutti. Per quanto tempo pensiamo di poter prendere in giro il prossimo?
Sarebbe troppo vanesio e arrogante da parte nostra crederci così scaltri per poterlo fare a vita, no? E poi, immaginate la fatica!

In realtà, ho toccato con mano gli effetti positivi e la grande potenza del vero "fare rete".
Li ho toccati di recente.
Ho avuto la necessità di scovare un prezioso e rarissimo farmaco salva-vita, introvabile, che hanno tolto dal commercio per meri scopi economici, la soluzione l'ho trovata con la rete.
Di fronte a tutto questo, ho fatto una richiesta di aiuto sui miei canali social.
C'è chi si è girato dall'altra parte. Chi mi ha chiesto dettagli. Chi, a sua volta, ha rigirato tale richiesta tra i suoi contatti. Chi si è fisicamente mosso per chiedere aiuto a voce. E chi ha risposto e mi ha aiutato concretamente.
Grazie.
Grazie a tutti.
Grazie perchè, così facendo, ho risolto un problema veramente importante.

In questi momenti, sapere che comunque una richiesta di aiuto non cade nel vuoto e viene raccolta, vuol dire tantissimo.
E' questo il mio concetto del "fare rete".
Tutto il resto, per me, è fuffa.

mercoledì 8 ottobre 2014

Di falsi miti e di suggerimenti: w il pollo!

Il pollo è la carne che si predilige cucinare nelle famiglie italiane per praticità, economicità e gusto.
Immediatamente dopo la pasta e la lasagna (le radici non si tradiscono mai, e questa ne è la dimostrazione!), c'è la carne del pollo, servita in ogni modo, ma soprattutto sottoforma di cotolette.

Se mi ci ritrovo in questa statistica prodotta da una ricerca portata avanti da UNAITALIA ? Assolutamente sì.


L'evento Wilpollo!
All'evento organizzato a Milano lo scorso 27 settembre, sono stati commentati questi risultati davanti ad una platea di mamme blogger agguerritissime e preparatissime (almeno sulla teoria, per la pratica, un po' meno!).
A fare luce sulla questione "pollo", erano presenti in sala il nutrizionista Andrea Ghiselli, la rappresentante di Unaitalia Lara Sanfracesco e lo chef Simone Rugiati (sì, lui, quello di Cuochi e Fiamme!).



Cucino pollo spesso e volentieri: insalate di pollo, spezzatini, involtini, a dadini in padella, al curry, alla piastra... E a quanto pare, non solo la mia famiglia, quindi, è in linea con questi studi, ma facciamo anche bene!

Il nutrizionista
E' stata fatta luce sul corretto utilizzo delle carni bianche e in particolare, sulla carne del pollo, che è leggera, ricca di nutrienti e facile da preparare.
Piace a tutta la famiglia e permette di cucinare un piatto unico per tutti.
Ci è stato spiegato in maniera esaustiva cosa si intende per dieta mediterranea, ovvero l'alimentazione e lo stile di vita che seguivano i nostri nonni almeno 70 anni fa nel sud d'Italia: quando si arava la terra, si stava tanto all'aria aperta, si mangiava poca carne e tanta frutta e verdura, utilizzando prodotti locali e molto spesso autoprodotti.

UNAITALIA
E' stata fatta chiarezza sull'utilizzo di antibiotici per le carni avicole: vengono utilizzati solo se strettamente necessario (ovvero, quando gli animali sono seriamente ammalati) e la carne di tali animali non viene messa in produzione se non dopo aver trascorso un certo tempo di "smaltimento" del farmaco.
Inoltre è stato garantito il fatto che non vengono utilizzati in nessun modo e per alcun motivo gli ormoni nelle carni dei polli.
I polli che finiscono sulle nostre tavole, oltre ad aver superato tutta una serie di controlli strettissimi (i più severi di tutta Europa!), sono sicuramente italiani: infatti la produzione di pollo in Italia ricopre tranquillamente il fabbisogno del paese e anche di più. E' una delle nostre eccellenze.

A tal proposito, una raffica di domande è piovuta addosso agli esperti, che, prontamente hanno risposto e ci hanno confortato, con dati alla mano, di quanto veniva affermato.

Simone Rugiati



Poi è stata la volta dei consigli in cucina di Simone Rugiati (simpaticissimo... nonchè bel pezzo di figliolo!), che ha scoperto che noi mamme siamo delle frane in cucina: ci ha sfatato diversi trucchetti che adottiamo, tipo quello di congelare le carni del pollo da crude e di cucinarle direttamente da congelate (SBAGLIATISSIMO, GUAI A VOI!), piuttosto, se proprio non possiamo fare a meno del congelatore, sarebbe il caso di congelare gli alimenti da cotti... ma sarebbe meglio ancora non congelare affatto (mantenere e rispettare la catena del freddo è cosa complicatissima e delicatissima, da quanto ho capito!).


A quel punto è iniziata una cooking lesson del maestro Rugiati... che, poveretto, ha avuto a che fare con un manipolo di mamme fuori ogni controllo...


Ci ha svelato tutti i segreti della frittura del pollo e della creazione di simpatiche salsine... della roba buonissima!


Dirvi che ho seguito passo passo la ricetta, sarebbe dire una bugia: oltre ad ammirare Simone Rugiati, ho soltanto mangiato e assaggiato, quindi vi posso soltanto dire che sti bastoncini di pollo fritto erano ottimi!
W il pollo!

martedì 7 ottobre 2014

Un po' di luce in fondo al tunnel

Lo dico per tutte le mamme invischiate tra pannolini, pappette, pianti, notti insonni: la luce in fondo al tunnel, c'è. Sta lì. Aspetta solo voi!
Sto cominciando a vederla anche io, sebbene sia ancora abbastanza lontana.
I pannolini li abbiamo quasi del tutto abbandonati, niente più ciucci e pappe già da un po', capricci ce ne sono sempre, ma in quantità e dosi più accettabili, notti insonni del tutto no, a parte casi eccezionali.
Ancora si passeggia spesso la notte: Massimo che si sveglia perchè si è fatto la pipì addosso, Melania perchè ha fatto un brutto sogno e cerca il papà, e poi Miriam che sonnambula... insomma, direi che la notte in casa nostra c'è un bel traffico, neanche alla stazione Termini.
Ma ci siamo assuefatti quasi a tutto, quindi, almeno io, riprendo sonno quasi immediatamente, come riposo la testa sul cuscino (o sul comodino, visto che poi Massimo invade tutta la mia parte di letto), ma questi sono dettagli.

Insomma, dicevo: un po' di luce in fondo al tunnel si comincia ad intravedere.
E mi dicono che più si va avanti e meglio è, che addirittura quando si va al mare, tra qualche tempo, riuscirò a stare sdraiata a prendere il sole, o a mangiare seduta in un ristorante, senza alzarmi diecimiladuecentoventitre volte, o anche ad uscire di casa senza dovermi portare acqua-merenda-mutande di ricambio.
E' pur vero che mi dicono che più crescono i figli e più i problemi e i pensieri si trasformano, lasciando il passo alla stanchezza fisica, ma tenendo in sospeso con preoccupazioni di altro tipo e stress differenti. Ma va bene così. Fa parte del gioco, no?

Dopo ormai 6 anni di "inizi" continui con un nuovo figlio, adesso comincio a respirare.
Riesco a "mollare", a delegare, a ritagliarmi spazi per me stessa, per quello che mi piace fare e per il mio benessere: mollo la famiglia per qualche uscita con le amiche, per qualche evento anche lontano da casa. E ora lo faccio senza sensi di colpa, senza pensare che possa succedere l'irreparabile, senza credere di essere indispensabile e di essere necessariamente presente per controllare tutto, perchè ormai li penso già relativamente grandi i miei piccini e so che li lascio sempre in ottime mani.
E ora posso ritrovare le mie passioni, vedere gente, fare cose...

Ho persino trovato il coraggio di iscrivermi in piscina... ma questa è un'altra storia!

A te che leggi, tieni duro, ti riapproprierai della tua vita, non come prima, ma sicuramente troverai il modo per rientrare nei tuoi ritmi, nelle tue passioni e ne scoprirai delle nuove.
Abbi speranza.
Anche se sei stanca, se non ne puoi più di capricci e pianti, se i pannolini da cambiare sono tanti, se il lavello della cucina è sempre colmo di ciotole di ogni tipo... Passerà. Finirà.
Non mollare. Mai.
La luce in fondo al tunnel, c'è. Te lo garantisco.

lunedì 6 ottobre 2014

Barattoli autunnali - Autumn Jars

E lo so, ho trascurato tantissimo questo mio angoletto dei barattoli, ma rimedio immediatamente, ecco che vi presento un po' di idee trovate in rete con tema barattoli autunnali. Che ne dite?
Un po' ero a corto di idee (troppo concentrata altrove!) e un po' credevo di aver ormai spaziato abbastanza... e invece no!

Ne ho trovati alcuni veramente carini e facili da realizzare, ho avuto anche la fortuna di trovarli corredati di tutorial, quindi non ci sono scuse e bisogna cimentarsi in qualche modo, per regalare alla casa quel tocco caldo e sereno legato all'autunno.


Un modo come un altro per dare il benvenuto all'autunno e per coinvolgere, perchè no, i bambini nella realizzazione di queste piccole-grandi creazioni.
Come questi barattoli con le foglie: degli originali porta candele da usare a tavola, o in un angolo della casa


sempre in tema di porta candele, oltre alle foglie, si possono utilizzare anche altri materiali strettamente connessi all'autunno, come le ghiande o altro




Autunno non è soltanto calda luce e colori rassicuranti, autunno è anche odore.
Ecco quindi un modo per riempire la casa di un buon profumo di aromi autunnali: cannella, anice, arancia e mela rossa. Da provare.


Un'alternativa alla precedente ricetta, potrebbe essere questa: un semplicemente un assemblaggio di diverse spezie e aromi.
Quale vi piace di più? In quale esperimento vi lancerete?
Io credo in quest'ultimo, la vedo più semplice! ;)

Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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