"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

mercoledì 24 settembre 2014

Da Peppa Pig a Violetta: come è successo?

Nel giro di una manciata di settimane, roba di pochissimo, a casa nostra siamo passati dalla sigla cantilenosa, ripetitiva, fastidiosa e grugnente di Peppa Pig alle canzoni sculettate e ritmate di Violetta.
No dico, rendetevi conto un po' voi...


In un soffio.
Senza passare dal via.
E senza che me ne accorgessi!
Un salto generazionale, una era geologica saltata completamente a pie' pari, un vuoto cosmico nel mezzo che è trascorso nel giro di un batter di ciglia, il tempo di far sciogliere un ghiacciolo ed eccole là, le mie bimbe rapite a cantare insieme a Violetta le sue canzoni, in un improbabile e comico spagnolo.

Ma fatemi capire: come diavolo è successo?

Tempo fa, dal mio profilo facebook, mi chiedevo quanto potesse essere educativa una Violetta, che, sebbene pensata dalla Disney, direi che di costruttivo ha ben poco nella sua storia. Si tratta di una scadente telenovela per preadolescenti, un "beautiful" per piccoli, in cui Violetta è il corrispettivo di Brooke Logan, che evita (grazie a Dio) di accoppiarsi con parenti vari e di infilarsi in letti di sorelle, ma diciamo che anche Violetta si da il suo bel da fare da questo punto di vista.
E lo so, sono bigotta, ma anche no.

Eppure Violetta piace alle bambine, anche molto piccole. Eccome se piace!
La sua chioma fluente, il suo trucco pesante, il suo stile tutto rosa, fiocchi e lustrini, incanta le bimbe, che mal comprendono il filo della storia, o meglio, catturano quel che vogliono e, purtroppo, in questo potrebbe infilarcisi qualcosa che non fa tanto bene a loro (sempre a mio modesto parere!).

Il nemico, se vuoi veramente combatterlo, devi conoscerlo.

Quindi, da un mio primo proibizionismo, che non ha sortito alcun effetto (le bimbe conoscevano perfettamente Violetta anche se a casa nostra questo nome era ancora soltanto il nome di un fiore!), ho deciso di conoscerla e mi sono piegata alla visione di qualche puntata della serie, in compagnia delle bambine (felicissime di questa mia conversione).
A quel punto ho avuto la vomitevole conferma della noia, della vacuità della storia, dell'inadeguatezza per delle bambine di neanche 6 anni.
Dovevo trovare una soluzione.

Fatti amico il nemico e lo sconfiggerai



Ho colto la palla al balzo: qualche giorno fa, alla coop, ho trovato in offerta il dvd del backstage del concerto di Violetta. Perfetto!
Sono tornata a casa, l'ho piazzato nel lettore, l'abbiamo guardato insieme e... vi dirò: non mi è dispiaciuto affatto: si tratta del concerto che c'è stato lo scorso inverno in Italia, intervallato da qualche battuta dei protagonisti mentre si preparano, insomma, il backstage.
Nessun riferimento alla smielata e vuota storia della serie: soltanto canzoni, coreografie, luci rosa e passi di danza.
Diciamo che in questo dvd c'è la parte che "mi piace" di Violetta.
L'ho trovato un ottimo compromesso: anzichè vedere quella serie fatta orrendamente, ci godiamo un bel concerto, con le loro canzoni preferite, con i protagonisti che loro tanto amano, balliamo e cantiamo nel solito improbabile spagnolo.
Battaglia vinta.
Per ora.

domenica 21 settembre 2014

In prima elementare, qualche utile consiglio

L'entrata in classe.
E' questo, più di altri, il grandissimo problema che ha Miriam.
Separarsi da me, entrare nell'edificio da sola, sgomitare in mezzo agli altri che corrono, spingono, urlano, chiamano, salutano, tutto questo la terrorizza e la pietrifica.
Si sente spaesata, smarrita, sola.
E un po' lo è. Perchè è così che adesso funzionano le cose.
Alla scuola dell'infanzia la accompagnavo fin dentro l'aula, adesso la devo salutare all'entrata dell'edificio, in mezzo ad un caos infernale di mamme e bambini.

Ok, funziona così, ha sempre funzionato così, e siamo tutti vivi, lo riconosco.
Ma è difficile. Soprattutto per una bimba così sensibile e introversa come Miriam.

Le maestre mi hanno assicurato che una volta in aula, si calma immediatamente ed il resto della giornata scorre tranquillamente. E ci credo.
Ma salutarla tra le lacrime, i singhiozzi e quegli occhi terrorizzati, mi strazia l'anima, mi fa diventare il cuore piccolissimo, perchè so come è fatta lei... e sono convinta che lo farebbe anche se la accompagnassi fino al banco tutte le mattine, lo so.



Ma dobbiamo superare anche questa, sia io che lei. E' solo l'inizio.
La mia paura era che tutto questo non la aiutasse ad inserirsi, la bloccasse in qualche modo: abbiamo fatto così tanto per superare tanti piccoli grandi ostacoli, che adesso sarebbe un vero peccato perdere tutto per strada, no?
Allora ho telefonato alla logopedista, chiedendo aiuto, ma soprattutto consolazione.
E lei, mi ha capita, mi ha scosso, mi ha tranquillizzata.

"I bambini hanno le spalle più larghe di quel che si pensa"

E' vero. I bambini si adeguano alle situazioni in maniera più fluida, più naturale.

"Non le faccia sentire questo suo stato d'animo, sia serena lei e lo sarà anche la bambina"

Vero. Ma non è facile, eh?! Chi mi dà un libretto di istruzioni per cacciare indietro le lacrime e la mia paura?

"Sdrammatizzi! Faccia vedere di non dare peso alla situazione, rida! La risata è contagiosa!"
Per fare la pagliaccia, non ho eguali!

"Se la bimba scopre che questo è il punto debole della mamma, lo userà più e più volte!"

Furbastra! E io che arrivo in ufficio con un nodo in gola che non va giù neanche con un doppio cappuccino!

"Se afferra che la sua paura è un blocco del linguaggio o altro, allora accadrà!"

E no, eh? Non facciamo scherzi!
Vabbè, induriamoci la corazza e andiamo avanti, sia io e soprattutto lei!


E poi, lasciamo stare il capitolo delle mamme tutte pimpanti e orgogliose, che ogni volta che mi vedono affranta, fanno la faccia perplessa e mi chiedono: "Ma come mai? il mio entra tutto contento?! Già ha iniziato a leggere, scrivere, fare la radice quadrata e ha conosciuto tutta la classe, oggi pomeriggio studierà con il suo amico del cuore a casa... "
Ma andatevene a farvi friggere, va... ma in olio bollente, eh!

venerdì 19 settembre 2014

Scuola di inglese per bambini: Kids&Us

Cosa è il "Natural English"?
E' il nuovo metodo per insegnare l'inglese ai bambini, utilizzato da poco più di una decina d'anni, dalla scuola Kids&Us, che ha diverse sedi sparse per la città, anzi, in tutta Italia.


Si asseconda la crescita del bambino ed il relativo apprendimento dell'inglese con la stessa metodologia e naturalezza con cui il bimbo impara la propria linguamadre.
Quindi, quotidianeità, spontaneità, ripetitività, semplicità: queste sono le parole chiave con cui il bimbo si avvicina all'inglese, comincia ad ascoltarlo, comprenderlo, parlarlo, e poi leggerlo e scriverlo.
Il tutto fatto attraverso il gioco, le canzoni, il raccontarsi gesti quotidiani in una realtà costruita proprio a misura di bambino

e attraverso giocattoli e libri interattivi


ma anche laboratori di cucina, perchè no!?


e momenti costruiti apposta per immergere il bambino in un nuovo mondo parallelo, colorato, dove la lingua che si parla è soltanto l'inglese e dove le insegnanti, pur non essendo a volte di madrelingua, nulla si fanno sfuggire nella propria linguamadre o in italiano.


In questa realtà si gioca e si cresce esattamente come lo si fa alla scuola materna e oltre... in maniera del tutto naturale, appunto.


Il metodo, per poter funzionare appieno, necessita che il bimbo debba iniziarlo entro i 7 anni, in modo che il suo sviluppo cognitivo possa seguire il passo con la metodologia stessa, che prevede proprio che le menti dei bimbi debbano essere più malleabili e aperte possibili, scevre da ogni condizionamento e conoscenza preconfezionata.
Che dite, può funzionare?

domenica 14 settembre 2014

Tutti dormono...

Dopo più di un mese di complete vacanze e relax, domani si ricomincia a tutti gli effetti scuola.
Dopo più di un mese di serate trascorse a cercare di arginare il baccano dei bimbi, da stasera il coprifuoco cala intorno alle 21.00.
Dopo più di un mese di mattine in cui le bimbe mi chiedevano: "Mamma, e oggi che facciamo? Dove andiamo?", da domani mattina la risposta sarà sempre la stessa, fino a che, penso, si rassegneranno dal chiedermelo ancora, ma di questo, non ne sono del tutto sicura.
Dopo più di un mese di ciabatte, capelli in disordine, colazioni sbriciolate in giro per casa, da domani si ritorna al rigore.

E da domani, per Miriam, inizia la vera avventura: la prima elementare.
La scuola, anzi, la Scuola. Quella in cui ci sono i quaderni e i libri, quella in cui cominciano le sfide, si raggiungono piccoli, grandi traguardi.

Soltanto da un paio d'ore sto cominciando a realizzare tutto questo: dal momento in cui Miriam ha voluto fare il proprio zaino, con tutti gli accessori che le ho tenuto nascosti fino a questo momento, un po' per farle una sorpresa e un po' per evitare che si sciupassero prima del dovuto.
Soltanto ora, che è calato il silenzio in casa e sono sola con i miei pensieri e le ultime incombenze, mi stanno assalendo tanti ricordi di lei piccinissima e mi stanno ritornando in mente tutti insieme, con una forza di un'onda d'urto dopo un'esplosione.
Lei nell'incubatrice appena nata, lei che muove i primi passi, lei che gioca felice con la sorellina che ancora non camminava, lei che soffia le sue candeline in ogni sua festa, lei che abbraccia il fratellino e lo consola quando lo rimprovero, lei che vince la sua sfida con il linguaggio, lei che protegge la sorella al parco giochi, lei che sfreccia in bici senza rotelle, lei che mi si avvicina con un libro di lettura sotto il braccio chiedendomi di leggerglielo, lei che già sa che domani sarò più emozionata di lei stessa e me l'ha pure detto, lei che è di una dolcezza disarmante.
E' arrivato il momento.
Buon inizio di un lungo cammino costellato di tanti successi e qualche piccolo insuccesso, che ti farà crescere ancora più forte, intelligente e bella di quel che già sei.

Buon inizio a tutti, bimbi miei.
Intanto, buonanotte e sogni d'oro.



giovedì 11 settembre 2014

Se puoi sognarlo, puoi farlo!




Con i bimbi, sono stata all'evento di riapertura del Disney Store di via del Corso a Roma: dire che mi devo ancora riprendere, è dire poco.
Oltre al fatto di aver sperimentato un viaggio in metro con i bambini, e già questa è stata una grande novità per loro, siamo entrati nel mondo Disney nella maniera più eclatante, colorata e spettacolare possibile.


L'evento, organizzato proprio per la stampa, è stato costellato da tutta una serie di interventi volti a specificare in che modo è stato rinnovato il locale, quali migliorie sono state apportate alla struttura, in cosa si vuole puntare...
Queste chiacchiere, ovviamente, non hanno minimamente toccato, ne' coinvolto i bambini, che erano tutti presi ad ammirare i loro beniamini...



Ed anche io ero totalmente rapita da questa meraviglia di colori e di giocattoli che soltanto nella mia fantasia esistevano, quando ero piccola. Ma ora sono realtà... 
E' proprio vero che...


Solo nei miei sogni esisteva la possibilità di vestirsi con gli abiti uguali a quelli delle principesse...


Solo nei miei sogni esistevano pupazzi di tutte le favole pronti a diventare protagonisti dei miei giochi...


E neanche la mia galoppante fantasia sarebbe mai arrivata a pensare che persino sulle mutande avrei avuto tutte le teste coronate della Disney, eppure adesso, si può!


Chi la fa da padrona, in questo regno, è sicuramente Elsa e tutto il mondo di Frozen, l'ultimo capolavoro della Disney che è talmente ben fatto, che ancora non ci siamo stancati di vederlo e rivederlo, nonostante sia ormai quasi un anno che è costantemente infilato nel nostro lettore dvd e che, povero disco, urla "pietà", per le volte che lo mandiamo in visione!


Anche qui, un megaschermo riproduce Elsa in tutto il suo splendore e determinazione quando canta la canzone e costruisce il suo castello di ghiaccio, ma gli organizzatori promettono che non ci sarà soltanto Frozen, ma verranno trasmesse su questo schermo immagini di vecchi e nuovi film della Disney, come colonna sonora di sottofondo per il tempo che si sosta in questo luogo magico.


Altra novità della riapertura del negozio è la chiave magica.
Una grande chiave, ogni mattina, aprirà un lucchetto, simbolo della liberazione dell'immaginazione, della fantasia: un bambino o anche un adulto, all'apertura dello store, sarà invitato a compiere questo gesto simbolico.
Unico appunto del nuovo store, se così si può dire, è la mancanza dei libri di favole Disney e dei dvd, cofanetti da collezione e simili. Sarebbe stato bello portare a casa anche una favola nuova da leggere.
Cosa ha affascinato tanto i miei bambini?
Senza ombra di dubbio, Massimo è rimasto impressionato, sovrastato e colpito dalla parete intera dedicata al suo eroe preferito: Spiderman. E' rimasto imbambolato a cercare dove fosse capitato, appena è entrato nel negozio.

E poi, andando avanti, appena ha scoperto il pupazzo di Olaf, se l'è conteso son il suo amichetto Edoardo e alla fine hanno capito che potevano prenderne uno per uno...


e portarselo dappertutto, anche nella foto fatta con Topolino e Minnie, che ha sempre un certo alone di magia, no?


Ma Frozen.
Tutto il mondo di Frozen è rimasto ancora negli occhi e nel cuore di tutti e tre i bimbi, e anche nel mio.



martedì 2 settembre 2014

Settembre: nuovi inizi, progetti e proteste!


A me settembre mi ha sempre ricaricata: sin da quando ero ragazzina, l'idea di ricominciare un nuovo anno scolastico e nuove sfide, mi ha sempre solleticato.
Ho sempre trovato nuova forza e mi ha rigenerato le energie, che, soprattutto quest'anno, erano state del tutto esaurite durante le vacanze con le mie 3 piccole pesti.
Ed è ancora così.
Per questo settembre ci sono un sacco di nuovi inizi.
Miriam che comincerà la scuola primaria, io con il mio sito di Roma ho tante cose in mente da fare e da realizzare, nuovi incontri interessanti...


Mi sono anche fatta pioniera di una protesta contro il Comune di Roma che ha deciso di aumentare a tradimento le rette scolastiche per gli asili nido, senza darne alcuna evidenza alle famiglie e affossando ancor di più la situazione già abbastanza in bilico di tanti di noi.
Ad esempio, nel mio caso: dovrei cominciare a pagare adesso la retta per Massimo che frequenta l'ultimo anno di nido. Cosa che fino a luglio scorso, non era affatto prevista, visto che il terzo figlio era esente totalmente.
Adesso, invece, per il terzo figlio, le famiglie con reddito ISEE maggiore a 10.000 euro, devono pagare.
E la cifra, non è nemmeno irrisoria, tutt'altro.
Questo comporta una spesa che non era affatto prevista fino a poche settimane fa e ci ritroviamo ormai a giochi fatti a non poter avere altra scelta.
E se l'avessi saputo, magari, avrei potuto decidere di mandarlo alla scuola dell'infanzia, visto che rientrava, per età, nella fascia di bimbi che potevano frequentarla, ma per comodità, ho deciso invece di fargli fare un anno di nido in più, visto che poi, tutto sommato, era anche a costo zero.

Per questo, per la decisione che hanno preso, per le modalità con cui è stata presa, non vogliamo accettare passivamente e vogliamo farci sentire a gran voce. Insieme ad un gruppo di genitori agguerritissimi, stiamo cercando la strada più giusta per farci valere: protestando su tutti i canali possibili (stampa, televisione, radio...), consultando legali e unendoci, perchè solo così riusciremo ad essere credibili. E soprattutto stiamo cercando di INFORMARE le famiglie, che ancora sono del tutto ignare della situazione, proprio perchè è stata fatta passare in sordina, in silenzio...

Dobbiamo smetterla di aspettare che siano "altri" a far valere i nostri diritti, perchè tanto questi "altri" non hanno alcun interesse di far funzionare le cose, dobbiamo rimboccarci le maniche, informarci e agire, da soli.
Hanno toccato i nostri figli, hanno toccato la serenità delle nostre famiglie.
Non hanno idea di cosa possono fare delle mamme agguerrite.
Per chi fosse interessato, le informazioni si trovano sul sito de Le Nuove Mamme Roma e se si vuole aderire al gruppo per metterci la faccia e la voce, ecco il gruppo facebook.
Vi aspetto. Tutti: mamme, papà, nonni, maestre... tutti!

Insomma, un settembre niente male, dai.

venerdì 29 agosto 2014

Torta fredda ricotta, cocco e fragole

Quest'anno mi sto specializzando in torte fredde, che non hanno bisogno di cottura, golosissime e facili da preparare per ogni occasione, come quella del compleanno di super-nonno Enzo, che havoluto festeggiare con noi sul cucuzzillo.
Così abbiamo organizzato un picnic, all'aria aperta, approfittiamo degli ultimissimi giorni di vacanza...
Questa torta mi è particolarmente riuscita bene...veramente!!

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 24cm
120g di biscotti secchi sbriciolati
100g di burro fuso
500g di ricotta
250g di mascarpone
100g zucchero a velo
1 fialetta di estratto di vaniglia
1 goccio di latte
6g di gelatina in fogli
80g di farina di cocco
Fragole
Topping alla ciliegia (facoltativo)

Procedimento
Mescolare i biscotti tritati col burro fuso e formare uno strato compatto sul fondo dello stampo a cerniera foderato di carta forno, quindi riporre i  frigo.
Mettere in ammollo in acqua fredda la gelatina, intanto in una ciotola capiente, mescolare ricotta, mascarpone, vaniglia, farina di cocco, zucchero.
Una volta ottenuta una crema abbastanza omogenea, scaldare il goccio di latte e scioglierci dentro la gelatina ben strizzata, quindi unire il latte al composto e mescolare.
Versarlo sul fondo di biscotti, coprire con la pellicola ermetica entee tenere in frigo per almeno 2 ore. Quando la crema si è compattata, guarnire con le fragole ed il topping e servire sempre fredda.





sabato 23 agosto 2014

Torta fredda cocco nutella e ricotta

Come qualche anno a questa parte, ho preparato la torta fredda per il compleanno di Nonna Gabry.
Memore della cheesecake di ferragosto che è piaciuta parecchio, ho voluto preparare qualcosa di simile, ma non troppo "cheese", direi qualcosa di più "light" e che si avvicinasse di più anche ai gusti dei bambini, che il sapore del formaggio all'interno della torta non l'apprezzano molto.
Quindi ho modificato leggermente gli ingredienti, introducendo, tra l'altro, anche uno degli ingredienti principe della mia cucina dolce: la nutella!

Quindi, ecco la torta cocco, nutella e ricotta, senza bisogno di cottura, che si prepara in pochissimo tempo e che è parecchio, ma parecchio golosa.

Ingredienti per uno stampo a cerniera di 24cm:
120g di biscotti secchi (ho sempre usato i gentilini, sono infallibili!)
90g di burro fuso
250g di mascarpone
300g di ricotta
2 cucchiai di zucchero
un vasetto piccolo di nutella
100g di farina di cocco
6g di gelatina in fogli
1 goccio di latte

Procedimento:
Tritutare i biscotti e mescolarli in una ciotola insieme al burro fuso. Una volta amalgamato bene il composto, versarlo sul fondo della torta a cerniera, rivestito di carta da forno e riporlo in frigorifero.
Mettere in ammollo in acqua fredda la gelatina, nel frattempo, in una ciotola capiente, mescolare insieme il mascarpone, la ricotta, lo zucchero, la nutella (non tutta, lasciarne qualche cucchiaino per guarnire sopra la torta) e la farina di cocco (lasciandone sempre una manciatina da spolverare sopra la torta).
Riscaldare il goccio di latte e, una volta caldo, spegnere il fuoco e far sciogliere la gelatina ben strizzata. Quindi versare il latte nel composto e mescolare bene.
Versare la crema sullo strato di biscotti, spolverizzare con la restante farina di cocco e guarnire con la nutella rimasta, poi ricoprire con la pellicola trasparente tutta la teglia e riporla in frigo per almeno un paio di ore.




E tanti auguri Nonna Gabry!

venerdì 22 agosto 2014

La strada verso casa



Non lo credevo possibile, ma sì: ci si può commuovere profondamente con un libro di Fabio Volo. E lo so che gli pseudo-intellettuali della fava, in questo momento, non solo staranno storcendo il naso, ma stanno avendo anche un lieve attacco di bile, ma è così.
Sempre questi pseudo-intellettuali considereranno la mia recensione, una manciata di parole senza senso, frivole e senza significato, un po’ come tutto il blog, ma, a dirla tutta, questi pesantoni, tuttologi della fava di cui sopra, secondo me, sono invidiosi del successo di Volo, non lo comprendono e non lo accettano.
Con questo libro, a mio avviso (sempre modestissimo), Volo ha trovato (finalmente) la maturità, ha scavato nel profondo del suo animo, della sua esistenza, è tornato alle origini, alle questioni non risolte della sua infanzia, ai rapporti veri, quelli che ti porti dentro per sempre, per tutta la vita e che la segnano, inevitabilmente.
La strada verso casa è, infatti, tutto un percorrere quella che è stata l’esistenza di due fratelli, tanto diversi, ma tanto simili, nel vissuto, soprattutto nell’infanzia: le esperienze fatte nella casa dei genitori, l’educazione ricevuta, i grandi dolori sopportati, ognuno a suo modo, rinchiusi in se stessi, senza aprirsi e senza porgersi una mano. Si ritrovano da adulti, proprio quando devono affrontare, di nuovo, la perdita di un genitore.
Si ritrovano, si avvicinano, si giudicano, si aiutano, poi si allontanano, si ritrovano e si comprendono.
Una bella storia di vita, un percorso inevitabile, che tutti noi figli, in situazioni “normali”, siamo costretti prima o poi ad affrontare. E’ per questo che ho sentito questi due fratelli, Marco e Andrea, molto vicini a me e al mio vissuto. Tutto il ripercorrere i ricordi, il rivivere la casa di famiglia da adulti, dopo che tante cose sono cambiate e che qualcuno non c’è più, rivedere vecchie lettere, vecchie foto, libri, ninnoli vari, ognuno con la sua storia, il suo racconto che soltanto chi è di famiglia conosce, per gli altri sono solo vecchie cianfrusaglie.
E poi la ricerca di se stessi, dopo tanti errori, tanto affanno, tanti tentativi fallimentari e la svolta avviene quando si cambia prospettiva, quando si prova a pensare e a vedere le cose con gli occhi di qualcun altro.
Perché non sempre si ha la fortuna di trovare quello che si cerca al primo tentativo, a meno che non ci si convinca che sia così.

Ebbene sì, mi sono commossa, profondamente. Mi ci sono incollata su queste pagine, ogni parola l'ho sentita mia, l'ho vissuta e l'ho divorata.
Ho riso ed ho pianto.


E ringrazio Volo per essere così tremendamente cazzone e sensibile. Come piace a me.


mercoledì 20 agosto 2014

Queste non sono vacanze, sono mancanze!

"Queste non sono vacanze, sono mancanze!" dice Miriam tra singhiozzi e lacrime, mentre saluta i nonni che vanno via dopo esser venuti a trascorrere una giornata con noi in vacanza.
Sono rientrati dal loro periodo di ferie e sono venuti a trovarci, perchè non gli andava di aspettare il nostro rientro a casa.
Miriam ha atteso questo giorno con tutte le sue forze, ha aspettato questa occasione di passare un bel po' di tempo con i suoi adorati nonni assaporando e immaginando ogni istante, aveva già in mente tutto ciò che avrebbe voluto fare con loro: passeggiare, giocare, mangiare, ridere, raccontare e poi di nuovo giocare...
L'ha progettato talmente tanto, che per lei, questa giornata è stata vissuta e rivissuta nella sua mente almeno trenta volte.
Ed è stata una bellissima giornata.
Abbiamo passeggiato fino alla sorgente...


Ha giocato in ogni angolo possibile con la sua nonna Lilla...


Ci sono stati tanti abbracci e tante coccole


Insomma, tutto è andato secondo i suoi piani...ma nei suoi piani, non era previsto il momento dei saluti, a quello proprio non ci aveva pensato.
"Queste non sono vacanze, sono mancanze!"
Già sentiva la mancanza dei suoi nonni, anche se non se ne erano ancora andati.
La frase mi fa eco nella testa.
Come può essere che una bimba di quasi 6 anni riesca a formulare pensieri del genere e soprattutto a materializzarli in questo modo, per me, è un mistero.
L'immediata sensazione di vuoto che le si è creata nel cuore, al momento di salutare i nonni, l'ha lasciata senza fiato, immersa nel suo sentimento di dolore per la loro lontananza. Era un pianto che veniva da dentro, il suo, non erano capricci, era dolore.

Miriam, la mia piccola grande donna, che con le sue riflessioni mi spiazza, mi sconcerta, mi denuda, ha azzeccato, come sempre le parole da dire, per lasciarci tutti di sasso
Come quella volta: "Mamma, in questi giorni che non c'è papà con noi, mi manca tanto"
"E, lo so, Miri".
"Mamma, ma tu come fai? Non ti manca il tuo papà?"
Ho sentito una fitta al cuore. I suoi grandi occhi scuri hanno scrutato così profondamente i miei che non ho saputo inventare alcuna bugia. "Sì, Miri, mi manca. Tanto."
E così è accaduto anche questa volta. I suoi grandi occhi scuri sono spietati, non ammettono frottole, fronzoli, panegirici. Loro vogliono la verità. La esigono. E ti scrutano l'anima, il non detto, ti leggono i pensieri.

E come quell'altra volta, una sera, avevamo pensato di andare a cena fuori, sempre qui in vacanza, senza nonna Gabry, con la quale, invece, stiamo trascorrendo le vacanze. 
A quel punto Miriam supplica la nonna: "Nonna, dai, vieni a cena con noi!"
"No, dai, Miri, stai con mamma e papà, con i tuoi fratelli, fate una cosa tra voi, è anche giusto così."
"Nonna, vieni con noi, hai tutto il tempo che vuoi per stare da sola a Roma, stasera, stai con noi, ti prego."
Inutile dire come hanno colpito queste parole nel segno.

Miriam. Una dolcezza, una saggezza, una sensibilità che non hanno eguali.
Per quanto io possa farmi scudo per lei, per cercare di proteggerla da sofferenza, brutture e dolore, non sarò mai capace di tenere a freno la sua sensibilità. Ed in questi casi, non mi resta che tenerle la mano, darle le risposte che so e asciugare le sue lacrime.
Non so fare altro.


Pensieri e massime varie che ho fatto miei!

Affrontare il mare in tempesta su un guscio di noce, ma farlo mano nella mano, è più facile che non da soli..

Nella vita c'è SEMPRE qualcosa di meglio da fare che stirare. E se non c'è, bisogna lavorare sulla propria vita.

Quando distribuivano il talento della perfetta massaia io sono andata un attimo in bagno.

Per cogliere tutto il valore della gioia devi avere qualcuno con cui condividerla (M. Twain)

L'amore per la lettura è uno dei regali più belli che una mamma può fare. (L. Salemi)

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