"Mamma, lo so che ti scoraggi quando trovi le mie impronte su mobili e muri, rallegrati però perchè sto crescendo e rimarranno un ricordo solamente, perciò io ti regalo le mie impronte perchè tu possa un giorno ben lontano vedere com'erano piccole le mie mani al tempo in cui cercavano la tua."

lunedì 2 marzo 2015

Di come fare esercizio fisico aumenta le energie

Da ottobre sto andando in piscina a fare acquagym.
Ho preso questo impegno con me stessa, perchè avere quasi l'obbligo di andare in piscina e darmi questa scadenza, mi aiuta.
Non sono riuscita a mantenere come abitudine quella del camminare nel parco sotto casa, trovavo ogni scusa per saltare la mia passeggiata: una volta era il brutto tempo, l'altra era perchè non c'era tempo e perchè a casa c'era altro di più importante da fare, una volta era qualche bimbo che non stava bene... ero io che proprio non avevo alcunissima voglia di farlo, perchè, in sostanza, mi annoiavo mortalmente!
Non sono riuscita a trovare una compagnia per poterlo fare, forse in quel modo, avrei avuto una spinta in più per farlo, così ho mollato.

Poi tutta una serie di cose: la stanchezza perenne, le notti di sonno sempre interrotto, il corri corri a destra e a sinistra, tutto questo mi faceva solo pensare che mai e poi mai avrei potuto prendermi come impegno quello di iscrivermi a qualche attività fisica in palestra e andarci con costanza.
Mi dicevo che non ce l'avrei mai fatta!
E invece...

Una serie di circostanze astrali mi hanno fatto invece capire che ce l'avrei fatta e che forse mi sarebbe anche piaciuto.
Ho pensato: qual è l'attività sportiva che, in questo momento, mi potrebbe piacere?
Non mi sono vista inguainata di body e leggins a sgambettare, a salire e scendere da uno step, o con il sederone all'aria a fare spinning, proprio non faceva per me.
Mi serviva qualcosa di "soft" da cui iniziare, qualcosa che apparentemente non mi facesse sentire la fatica e il sudore.
Acqua. Ci vuole stare nell'acqua!
Nell'acqua pesiamo tutti la metà! E non si suda!
Quindi ecco maturare la decisione della piscina.

Da ottobre, dicevo, riesco ad andarci con una media di quasi 3 volte a settimana.
Sono contenta. Veramente.
La mattina, accompagno i bimbi a scuola e prima di entrare in ufficio, mi prendo un'ora da tutto e da tutti e mi immergo in piscina. Non penso a niente: stacco cervello e cellulare.
Mi rilasso. Sgambetto e faccio qualcosa soltanto per me, che mi carica, che, paradossalmente, anche se l'istruttrice ci strizza per benino, mi dà ancor più energia.
E mi sento bene.
Inizialmente credevo che non ce l'avrei fatta.

E da quando faccio questa cosa per me, per la mia salute, mi sento con più energie, con più voglia di fare, il tutto è un incastro millimetrico di impegni, distanze e cose da fare, ma adagiarmi dietro a scuse varie, mi faceva fare meno della metà di quello che riesco a realizzare ora e neanche stavo bene.

venerdì 27 febbraio 2015

Torta Spiderman

Dopo tutto l'allestimento della festa a tema Spiderman, dopo avervi parlato della mega sorpresa che abbiamo fatto al festeggiato (di cui ancora parla!) ospitando proprio lui, il suo supereroe preferito nel momento topico della festa stessa, adesso vi parlo della torta.

A dire il vero, ho spulciato parecchio la rete.
Pinterest è colmo di capolavori di zucchero a tema Spiderman, c'è solo che l'imbarazzo della scelta, ma bisogna anche avere una certa praticità con questo tipo di creazioni, cosa che a me, manca irrimediabilmente!

A me serviva qualcosa di pratico, veloce, semplice da realizzare e senza troppi passaggi e troppa manualità.
Così è nata la mia torta spiderman.
Un pan di spagna farcito con una crema alla ricotta e gocce di cioccolata, colorata di blu, uno dei due colori di spiderman e ricoperta da un frosting rosso su cui ho disegnato grossolanamente una ragnatela.
Al centro della torta non poteva mancare lui: Spiderman!

Massimo è rimasto soddisfatto e più che contento della torta: "Mamma, è mia quetta totta? E' bellissshima!"
Coredemamma!

Ingredienti per il pan di spagna per uno stampo da 28 cm:
250g di zucchero
4 uova
150g di fecola
150g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1 pizzico di sale
mezzo bicchiere di olio di semi
mezzo bicchiere di latte intero

Per la farcitura: 250g di ricotta, un paio di cucchiai di zucchero, colorante alimentare blu e gocce di cioccolata fondente a piacere
Per la copertura della torta spiderman: 500g di mascarpone, 100g di zucchero a velo, colorante alimentare rosso (parecchio!)
Cioccolato fuso, o preparati già fatti di cioccolato fuso (va bene anche quella specie di sciroppo che si usa sopra il gelato)

Procedimento per la Torta Spiderman
Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale. Riporli quindi in frigo.
In una ciotola capiente montare bene i tuorli d'uovo con lo zucchero, continuare a montarli per svariati minuti.
In un recipiente setacciate insieme la farina, la fecola e il lievito.
Unire quindi nel composto delle uova e zucchero, gli ingredienti secchi alternati con un goccio d'olio e uno di latte, fino a che non finiscono. Continuare ad amalgamare bene, sempre con le fruste. Il composto deve risultare bello spumoso e chiaro.
A quel punto, riporre le fruste e procedere ad amalgamare gli albumi d'uovo montati, insieme al resto dell'impasto, mescolando delicatamente, cercando di non farli smontare.
Versare il tutto nella teglia ben imburrata e far cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti. Fare comunque la prova dello stecchino.

Una volta che la torta è cotta e che si è fatta ben raffreddare, toglierla dalla teglia e bagnarla con un po' di latte, quindi si può procedere a farcirla con la crema formata dalla ricotta, zucchero e colorante blu, tutto ben amalgamato.

Ricoprirla quindi con uno strato di crema al mascarpone, preparata in precedenza, amalgamando bene il mascarpone con lo zucchero a velo ed il colorante rosso.
Quando la torta è tutta ricoperta di rosso, si possono disegnare le ragnatele nere sopra, utilizzando la cioccolata fusa.
E insomma... la torta è buona e incontra i gusti dei più piccini, quindi, obiettivo raggiunto!

mercoledì 25 febbraio 2015

Ancora nel lettone?

Ancora nel lettone?
Sì, Massimo dorme la maggior parte della notte ancora nel lettone.
Io non sono del tutto preoccupata, anzi, se è l'unico modo che ho io per dormire, va più che bene.
E' il mondo intorno a me a cui non sta più bene.

Per primo Marco.
Non ce la fa più. Lo capisco, eh. Lo capisco. Ma non è che togliendolo e facendolo piangere nel suo lettino si risolve nulla, sebbene ci abbia provato (e in quelle volte, quasi mi sentivo male io!), ma non è servito a niente, anche perchè io ho vanificato il tutto, perchè ero fermamente convinta che non fosse quello il metodo adatto con lui e perchè, DICIAMOLO, sono stanca, ragazzi.
Sono stanca.
Quindi, una mia bella ammissione di colpa, perchè qua bisogna sempre tirare fuori un colpevole per qualsiasi cosa, no?
Ebbene, ce l'avete: sono io.
Mea culpa, mea culpa, mia grandissima colpa.

Abbiamo superato la fase del ciuccio brillantemente, abbiamo superato i biberon notturni... ne abbiamo passate di ogni, ma la situazione non è che sia tanto distante da quella di un annetto fa.
Massimo continua a risvegliarsi la notte e a voler venire nel lettone.
No.
Non ci perdo tempo. Lo prendo e me lo metto vicino.
Di giustificazioni potrei elencarne millemila senza troppa fatica, prima fra tutte è che devo essere presente a me stessa durante il giorno, visto che ho a che fare con lavoro, incombenze, via vai con i bambini in auto, eccetera eccetera... e se mi si toglie anche soltanto un'ora di sonno, io ne soffro e tanto.

La cosa che, ancora non capisco è la seguente: ma agli altri (mio marito a parte, ovvio, perchè la cosa tocca lui in prima persona oltre me, per banali motivi logistici!)... dicevo, insomma, agli altri: COSA CAVOLO FREGA?!?!?!?!?

"Ma... Massimo dorme ancora con voi????"
"Come mai non dorme nel suo lettino?"
"Perchè non ce lo metti e non lo fai piangere un po'? E' solo questione di abitudine!"

... a te, che me lo ripeti e che me lo fai anche capire dallo sguardo di compatimento che mi rivolgi, dico: ma perchè non ti fai un par de ca##i tuoi????
Ecco, e mo' l'ho detto!

martedì 24 febbraio 2015

Di come l'oculista mi ha prescritto di preparare focacce

Miriam ne inventa sempre una nuova pur di non rimanere a scuola!
E' normale?
Sì, direi di sì... anche se a volte mi urta i nervi dover mollare tutto in ufficio, qualsiasi cosa io stia facendo per correre a prenderla.
Una volta è il mal di pancia, un'altra è il mal d'orecchio, ultimamente si trattava di mal di testa.
Almeno tre volte mi ha fatto chiamare dalla bidella.

Non andare a prenderla significa farsi affibbiare l'etichetta della mamma a cui non frega un cavolo, ma io conosco la mia polla e so che, oltre ad essere una paraculetta è anche una bella ipocondriaca (e qui potrei fare l'elenco di persone da cui può aver preso questa adoratissima dote, ma lascio stare!).

L'ultima volta sia l'insegnante e sia la bidella mi suggeriscono di portarla in visita dall'oculista: "Che, sa signora, capita spesso che i problemi di vista diano anche il mal di testa!"
Ma va? Non l'avrei mai immaginato!

Così, alzo il telefono e chiamo per prendere appuntamento (privatamente, sia chiaro, che altrimenti ora avrei esaurito tutte le ore di permesso a mia disposizione, se avessi dovuto aspettare una visita della usl, tante sarebbero state le volte che poi Miriam mi avrebbe fatto richiamare da scuola!) con il mio oculista di fiducia, un professionista che conosco da anni, in pratica ci siamo laureati quasi insieme.



Vado da lui.
La visita.
Le fa diverse domande.
Mi guarda e mi dice:
"Michè, stai serena. La bambina non ha nulla, oltre ad avere 11/10 a entrambi gli occhi!"
"Ma, allora, ammesso che questi mal di testa siano veri, da che possono essere causati?" - faccio ancora la parte della mamma apprensiva, che proprio non sa che pesci prendere - e in parte è pure vero!
"Ahahahahahah... quasi non ti riconosco più! Sai che c'è? Mettiti a fà la donna, e prepara una bella focaccia da far portare a scuola alla bambina, questi mal di testa sono dovuti al fatto che quello che mangia a scuola non le è sufficiente, tutto qui!"

Ecco. Nella prescrizione medica, oltre alle diottrie e misurazioni varie, c'è scritto: preparare una focaccia al giorno alla bambina.

Adoro il mio oculista!

La ricetta?
La sto collaudando, ve la racconto prossimamente.

sabato 21 febbraio 2015

Festa di compleanno a tema Spiderman

Per il compleanno dell'ometto di casa, abbiamo scelto un tema a lui molto caro: Spiderman!
Lui adora questo supereroe, non so come gli sia cominciata questa passione, ma proprio impazzisce quando vede qualcosa che lo riguarda.
E allora non è stato difficile scegliere l'argomento della festa.

Spiderman Party

Ho organizzato tutto a puntino: pochi amichetti del cuore, anche la fidanzatina, sì, pure lei, i nonni, qualche zio e cuginetto e via.
In casa, non si può invitare proprio tutti tutti (e aggiungerei anche: meno male!).
Tutti rigorosamente in maschera, neanche a dirlo, no?!

Mi sono procurata degli accessori di facile reperimento in giro: una tovaglia di carta-tessuto blu, palloncini, un copritavolo simile ad una gonnellina, rosso, piatti e accessori vari rossi, dei cartoncini porta pop-corn a strisce rosse e bianche, bandierine di Spiderman e abbiamo realizzato anche delle ragnatele fai-da-te con cannucce bianche e filo di lana.



Abbiamo addobbato la sala disseminando ragnatele e ragni penzolanti un po' dappertutto, è stato divertente!



E poi abbiamo allestito il buffet... con qualche chicca a tema!
Le ferratelle con sopra un cioccolatino che sembra un ragnetto che cammina sulla sua ragnatela...



i cupcake con la decorazione a tema ragnatela su sfondo rosso


E, ovviamente, la torta di compleanno a tema Spiderman!
Certo, poteva venire anche meglio, ma il festeggiato ne è stato felice e a me questo basta!


I bimbi sono rimasti soddisfatti dell'allestimento e anche io, a dire la verità!


Ma l'attrazione principale del pomeriggio è stata lui, proprio lui: Spiderman in carne ed ossa. Eccezionale.
Massimo è rimasto esterrefatto e felice e anche i suoi amichetti!


Insomma, una festa riuscita, un nuovo tassello nel puzzle dei ricordi da tenere e conservare come una gemma preziosa.
E auguri, piccolo mio!



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giovedì 19 febbraio 2015

Melania in primaria a 5 anni e mezzo, ma...



Ci siamo, ho fatto la domanda per Melania, in modo che a settembre inizi la prima elementare.
Altro passaggio importante, fondamentale nella vita di tutta la famiglia è questo, come quello dell'anno trascorso con Miriam.
Le pietre miliari della vita si susseguono in casa e così sarà per un bel po'.

Ho deciso, ascoltando soprattutto il parere delle maestre della scuola dell'infanzia, che Melania è pronta a fare il grande salto, sebbene sia di gennaio, il che significa che andrà a scuola a 5 anni e mezzo.

Il parere di molti, in questi casi, è quello di lasciare le cose come stanno e di non anticipare i tempi, parere che condivido in pieno, sia chiaro!
Infatti, non l'avrei mai presa questa decisione se:
- la bimba non fosse stata pronta
- la bimba non avesse dimostrato una maturità adeguata
- le maestre della scuola dell'infanzia non avessero del tutto condiviso se non spinto questa decisione
Ecco, considerando tutti questi fattori e considerando anche il fatto che, tutto sommato, stiamo parlando di una bambina che se fosse nata 14 giorni prima (invece di starsene nel grembo materno per più di 41 settimane!), non sarebbe stata considerata anticipataria, direi che ci siamo, no?

Melania è sempre stata più sveglia, autonoma e matura dell'età che ha.
A malincuore, i paragoni con gli altri miei figli sono inevitabili: e Melania è diversa, del tutto diversa, lo è sempre stata.
Con questo non intendo dire che sia un genio, affatto.
E' il suo spirito intraprendente, il suo carattere spavaldo, la sua volontà e la facilità con cui affronta le difficoltà che mi lasciano ben sperare e che la rendono più forte.
Ecco cosa.

Mi sono informata, so che andare a scuola prima del tempo talvolta è controproducente: togliere un anno di giochi, di svago e, non solo, costringere il bambino a degli impegni più grandi di lui, potrebbero portare in una direzione sbagliata.
Ed è per questo che ho ponderato bene questa decisione.

D'altro canto anche io, a mia volta, sono un'anticipataria. Sono andata a scuola esattamente come andrà lei, a 5 anni e mezzo, e, dal mio punto di vista, il fatto di esser sempre stata la più piccola della classe, ha fatto scattare in me quello spirito di competizione sana che mi ha portato sempre a fare del mio meglio, infatti pensavo: "Ok, io sarò pure la più piccola, ma vi frego tutti!".
Ed infatti, con il mio impegno e la mia curiosità, sono andata sempre avanti come un treno.
Questo per dire, che, considerando opportunamente le inclinazioni del bambino ed il suo temperamento, andare a scuola come anticipatari non è detto che debba essere per forza un male, anzi!

Anche per Massimo mi troverò un giorno, tra un paio d'anni a fare queste considerazioni, dal momento che lui è di febbraio.
Ma già so, che non credo che sarà mai pronto al passaggio alla scuola primaria, neanche verso gli 11 anni!
Chissà perchè, eh!?
Ma questa è tutta un'altra storia, che forse affronteremo in seguito!
Nel frattempo, aspetto la risposta del MIUR!

Se vi va, domani mattina interverrò su RadioCusanoCampus (FM89.100) verso le 11.00  per parlare proprio di questo argomento e di come lo sto affrontando.
Avete voglia di indicare qualche aspetto fondamentale da segnalare in merito?
Sarò felice di essere portavoce di altri pareri.

Aggiornamento:
Per ascoltare il mio intervento in radio: se vi va, potete scaricare il podcast da qui!

venerdì 13 febbraio 2015

I pensieri di questa sera

Eccomi qua.
La sera prima del 14 febbraio sto così: un misto di sentimenti tra loro stridenti si affollano nel mio animo e non so dare loro la precedenza e il giusto spazio.
Sono qui, alle prese con gli ultimi preparativi per la festa di compleanno di Massimo di domani, intenta a cuocere torte, preparare festoni e sistemare un po' in giro.


Poi mi fermo.
In casa è calato il silenzio, i bimbi dormono, ascolto il loro respiro.
E rimango con i miei pensieri.
Provo a rimetterli in fila, a dare loro un senso, ma non ci riesco.
E come non riesco a gestire la mia mente, allo stesso modo non riesco a gestire le mie sensazioni.
Sono emotivamente instabile: un momento sono felice tanto da scoppiare, un istante dopo sprofondo nel ricordo di quei momenti interminabili di buio, un momento mi sento forte come un leone, il momento dopo mi sento impaurita come un pulcino, prima sono roccia, poi sono sabbia, prima mi sento onnipotente, poi mi sento incapace di fare qualsiasi cosa da sola.
Una pazza: tra la gioia di esser diventata mamma in questa lunga notte, per la terza volta, di un bimbo meraviglioso e che mi riempie gli occhi, il cuore e la vita ed il dolore di aver perso mio padre, in questo stesso giorno, un vuoto incolmabile, un'assenza spietata, che ancora brucia.
Orgoglio e paura.
Completezza e mancanza.
Felicità e tristezza.
Vertigini di euforia e di dolore.

Due uomini, un solo giorno per nascere e per morire.
Due dei miei tre uomini più importanti. E il terzo è l'anello di congiunzione tra loro. Marco. Colui che ha accompagnato mio padre nel suo ultimo viaggio, donandogli serenità e grazia e colui che mi ha aiutato a mettere al mondo nostro figlio, donando a me coraggio e serenità, la stessa. Nello stesso giorno.

Amore e Amore.
E' questo che asciuga le mie lacrime ora.

giovedì 12 febbraio 2015

Barattoli di San Valentino

San Valentino è vicinissimo, c'è chi, come me, non ci bada più di tanto e chi invece ci tiene a festeggiarlo, anche senza spendere soldi e senza organizzare eventi in grande stile, ma semplicemente creando qualcosa con le proprie mani per la persona del cuore.
Che sia un dolce, un biglietto, una piccola sorpresa, una frase sussurrata, l'amore si celebra particolarmente in questo giorno.
Ecco, a tutte queste persone, se ne hanno voglia, suggerisco di dare un'occhiata anche a questi barattoli di San Valentino, di facile realizzazione e di sicuro effetto, vi va di provare?

Le lanterne di San Valentino, per ricreare una certa atmosfera, ho trovato un carinissimo tutorial che spiega tutto quanto passo passo.

Per chi ha già in mente di realizzare un dolcino, questo è un modo molto simpatico ed originale di confezionarlo: dentro un barattolo con qualche decorazione applicata!

Oppure, abbiamo voglia di elencare tutti i motivi per cui amiamo il nostro partner?
Allora scriviamoli in tanti biglietti e raccogliamoli all'interno di un bel barattolone!


e sulla stessa scia, ho trovato questa idea a mio avviso strepitosa: il barattolo che racchiude tutti i momenti più belli da ricordare... (con relativo tutorial)
Un modo molto tenero di rivivere per un istante quel momento indimenticabile, di metterlo nero su bianco in modo che non venga ad affievolirsi con il tempo e... perchè no, lasciare il barattolo aperto in modo da poterne inserire tanti altri nel corso della vita, no?


E poi, d'accordo i soliti cioccolatini, ma vuoi mettere se stanno dentro a dei barattoli decorati con le nostre sante manine?

mercoledì 11 febbraio 2015

Della prima pagella e della tuttologia genitoriale

Ieri Marco ed io siamo andati a prendere la prima vera pagella di Miriam.
La prima pagella della prima elementare.
Inutile dire quanto io fossi emozionata, commossa, elettrica e blablabla... direi l'ovvio.
Inutile dire poi la mia soddisfazione, la mia gioia ed il mio orgoglio.

Però forse è utile, non so, dire della mia immensa ammirazione per le maestre e la mia profonda stima nei loro confronti e nei confronti, più in generale, di tutta la categoria degli insegnanti.

Prima della consegna della pagella, c'è stata una piccola (e neanche tanto piccola) riunione plenaria tra genitori e maestre.
Le due insegnanti hanno dovuto subire e fronteggiare tutta una serie di domande, di chiarimenti, di invadenze, di discussioni, che anche la metà sarebbe bastata a me per farmi saltare i nervi.
Poi, ancora mi chiedono perchè mai non ho scelto di fare l'insegnante... a quest'ora starei già in galera, ma non per aver messo le mani addosso a qualche alunno, al contrario, le avrei messe addosso a qualche genitore, altro che!


Qualche esempio?
Quanti ne vuoi!
Iniziamo col dire che un nutrito gruppo di genitori era contrarissimo a quella sporadica mezzora di cartoni animati (che poi abbiamo scoperto essere intervallati anche da filmati Unicef e di approfondimenti vari... ma questo poco ha importato) a cui i poveri bambini venivano sottoposti subito dopo il pranzo, come momento defaticante e di riposo.
Vabbè, potrebbe anche essere lecito avere delle diverse vedute in merito, per carità, ma è il modo di porre all'attenzione delle insegnanti la questione in essere: "Io faccio tanto a casa per evitare di far vedere la televisione e qui mi rovinate il tanto lavoro che faccio!"
Ripeto: sporadica mezzora di dvd o di cartone animato sempre in dvd.

Soprassediamo.

"Maestre, chi delle due si occupa dell'insegnamento dell'inglese?" Chiede un papà molto attento e con fare quasi indagatorio.
"Io, mi dica!"
"Ho visto sul quaderno di mia figlia che avete fatto finora appena 3 schede, non è un po' poco? Come mai?"
...
e qui, io sarei esplosa, fossi stata nella maestra, invece lei, con tanta pazienza e carineria si è messa a spiegare come funzionano le cose e quali sono i programmi ministeriali previsti per una classe di prima elementare, quello che è stato fatto, come è stato fatto e compagnia bella.
E, manco a dirlo, il papà in questione, non ne è rimasto affatto soddisfatto.

Andiamo avanti.
Questione compiti a casa.
Premessa: i bimbi ora stanno nel pieno dell'esercizio della lettura, nel momento più ostico e antipatico del dover superare le prime grandi difficoltà e l'esercitazione nella  pratica della lettura è fondamentale per scavallare questo momento non proprio piacevole.
"Maestra, ma tutti questi compiti il pomeriggio, i bambini non riescono a farli, sono stanchi!"
(Tutti questi compiti = una paginetta di 5 righe di storiella da leggere)
"Maestra, i bambini non riescono a fare i compiti, perchè hanno altre attività il pomeriggio"
(Tutti i pomeriggi hanno altre attività?????)
"Maestra, io leggo sempre la favola della buonanotte a mia figlia la sera, quindi lei è avvezza a leggere... noi abbiamo questa bella abitudine che potrebbe sostituire l'esercizio di lettura dato da lei a scuola"
(Dire che avevo gli occhi fuori dalle orbite è dire poco!)
"Maestra, facciamo così - dice il papà di cui sopra - facciamo che i compiti si possono assegnare un giorno sì e uno no, che ne dite?" e si gira verso gli altri genitori (io sempre con gli occhi di fuori stavo!)
E una mamma risponde: "E se il giorno sì coincide con il pomeriggio di ginnastica di mia figlia come facciamo?"
Le maestra ascoltavano tranquille, serafiche.
Io ero sempre con gli occhi più in fuori!
Il papà di rimando risponde: "Ah, sì, giusto, allora facciamo che i compiti vengono assegnati ogni due giorni e poi è a discrezione del bambino, in base alle attività che ha da fare il pomeriggio, di farli o meno per il giorno dopo o per il giorno seguente ancora".
Eh sì, facciamo un tanto al chilo, signò, che faccio lascio!?!?!?
Ma siamo al mercato della contrattazione dei compiti da fare??????
Ma sono io che sto fuori dal mondo o cosa?

Insomma, potrei andare avanti e raccontare tutta un'altra serie di osservazioni fatte alle maestre che loro, poverine, ascoltavano con buona volontà e a cui rispondevano con pazienza e con voglia di venirci incontro.

Ma così, a mio avviso, non si va da nessuna parte, signori miei, nossignore.

E' possibile che noi genitori ci sentiamo così tuttologi?
Possibile che ne sappiamo di inglese, psicologia infantile nonchè dello sviluppo, pedagogia, medicina, matematica, ... ?
Possibile che non riusciamo a fare un passo indietro e lasciamo fare ad ognuno il proprio lavoro in base anche all'esperienza e alle conoscenze che si hanno?
Possibile che per il troppo seguire i propri figli e cercare che loro abbiano il meglio, finiamo per soffocarli e schiacciarli letteralmente?
Come ci sentiremmo noi se un pincopallo qualunque, che non ne sa evidentemente una cippa del lavoro che stiamo svolgendo (per studi, competenze, esperienza, ambito lavorativo...), ci mettesse invece becco dicendoci non solo che non lo sappiamo fare, ma anche ci dicesse come farlo?

Perchè questa strisciante sfiducia nella professionalità degli insegnanti che ogni giorno dimostrano invece di saper fare il proprio lavoro?
Perchè non ci diamo una calmata?
Smettiamola di fare i tuttologi.

lunedì 9 febbraio 2015

Biscotti decorati tema Frozen: pasta frolla velocissima

Per la festa a tema Frozen di Melania, ho fatto trovare alle piccole invitate anche una bustina con un mega-biscotto decorato tutto per loro.
Un modo dolce per portare un pezzetto di festa anche a casa e magari mangiarlo per la colazione della mattina dopo...
E' stata un'idea molto apprezzata dalle mamme, che di caramelle e cianfrusaglie non ne possono ormai più e anche dalle bimbe, che quasi non avevano voglia di mangiarlo per non sciuparlo!

Ho trovato in rete una ricetta di una pasta frolla veramente semplice e veloce da preparare, considerando che non mi avvalgo dell'aiuto del bimby, di microonde per ammorbidire il burro, in pratica, la pasta frolla è da sempre mia nemica.
Ma ora non più.
Ho scoperto e sdoganato il fatto che il burro fuso SI piò tranquillamente usare per fare la pasta frolla, checchè ne dica Anna Moroni e gli chef pluristellati, io fondo il burro, faccio prima e non mi incasino la vita.
Poi voialtri, fate come ve pare!

Ingredienti per la pasta frolla (vengono circa una decina di biscottoni grossi rotondi)
- 80g di zucchero
- 200 g di farina
- 100 g di burro fuso (attenzione a non farlo bruciare del tutto e lasciarlo stiepidire un attimo)
- 1 pizzico di sale
- 2 tuorli d'uovo
Per la decorazione:
miele
pasta di zucchero già pronta
stampini a forma di fiocco di neve

Procedimento
In una ciotola abbastanza capiente mettere tutti gli ingredienti insieme per la pasta frolla e impastare con le mani fino a che tutto si è amalgamato. Prima o poi, tutti i grumi si uniscono, non disperate.
Una volta che si è compattato il panetto di pasta frolla, avvolgetela in pellicola trasparente e riponetela in frigo per mezzoretta.
Trascorsa la mezzora, tirate fuori dal frigo la pasta frolla, stendetene un pezzo per volta, non troppo sottile, altrimenti i biscotti si spezzano e rischiano di bruciare dopo pochi istanti in forno.
Per fare la forma dei biscotti ho usato un bicchiere bello largo.
Mettere quindi in forno già caldo a 180° per circa una decina di minuti, ma non allontanatevi dal forno, potrebbero esserne necessari anche qualcuno in meno.


Nel frattempo stendete la pasta di zucchero e fate le formine a forma di fiocco di neve, così al momento che i biscotti son pronti, si potrà procedere nella decorazione degli stessi.


E procedete a decorare i biscotti, una volta che sono completamente raffreddati, utilizzando come collante un goccio di miele.


Insacchettate li tutto e guarnite i sacchettini delle invitate come meglio credete.


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